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   Martedi, 25 Febbraio 2020
Per saperne di più

Una Commissione per gli allevatori all’Enci

Il Comitato Allevatori Cinotecnici Italiani chiedono l’istituzione di una Commissione Ministeriale permanente in seno all’Enci. Lo scopo? Dar voce finalmente a chi si occupa di cinofilia in maniera professionale.

     

     Un bellissimo esemplare di Cane Corso, razza recentemente riconosciuta dall'Enci

L’idea è venuta al Comitato Allevatori Cinotecnici Italiani che da anni si batte perché la cinofilia del nostro paese assuma sempre di più caratteristiche di serietà e qualificazione che la distinguano in ambito internazionale.
La richiesta - formulata al Ministro per le Politiche agricole - è quella di istituire una Commissione Tecnico-Politica presso lo stesso Ministero che affianchi, in tutto e per tutto, l’attività del Commissario Enci e concordi lo sviluppo programmatico di interventi e priorità.

UNA QUESTIONE DI CONTROLLO
Secondo il Comitato Allevatori Cinotecnici Italiani è giusto e doveroso che l’Enci – cioè l’Ente per la Cinofilia Italiana – venga controllata dal governo stesso e che gli allevatori – che ne costituiscono la “spina dorsale” possano far sentire in modo sempre più compiuto ed efficace la loro voce.
“negli ultimi tempi – spiega Alberto Veronesi, uno degli allevatori più sensibili e determinati nell’affrontare la questione – abbiamo assistito all’alternarsi ai vertici Enci di funzionari più o meno competenti, senza che i veri problemi della categoria allevatoriale fossero almeno scalfiti. Il Comitato ha deciso, pertanto, dopo aver effettuato la nostra richiesta ai principali partiti di governo, di selezionare una delegazione di allevatori che si recherà un giorno im manifestazione a Roma, con tanto di cani e Gabibbo al seguito. Vediamo se così otterremo qualche risultato...”
Propositi bellicosi, quindi, visto anche che Il Comitato Allevatori ritiene che un nuovo Commissario Ministeriale possa - affiancato da esperti del settore – divenire una soluzione definitiva per i problemi che continuano a inficiare la cinofilia del nostro paese.

UN DIBATTITO APERTO
Le questioni riguardanti l’Enci sono solo una dei tanti aspetti che gli amanti dei cani – e in questo caso parliamo dei cinofili che hanno come compagni a quattro zampe un membro della categoria con pedigree – si trovano a dover affrontare. Molti di noi non seguono la cinofilia per professione, ma lo fanno solo a livello amatoriale, partecipando con il loro beniamino a esposizioni, o affrontando le formalità burocratiche (pedigree, tatuaggi, anagrafe canina, ecc..).
Per loro quindi le vicende interne della cinofilia ufficiale non rivestono una grande importanza. Nonostante ciò è basilare saperne di più sul funzionamento di un ente che accorpa in sé le principali funzioni di controllo e gestione del mondo dei cani di razza. Noi cinofili, infatti, pensiamo che la “creazione” di cani sempre più sani e morfologicamente corretti, sia il compito specifico degli allevatori. L’utente finale – che sia dentro o meno al mondo cinofilo – ha il diritto di ottenere un cane sano che rispetti al massimo le caratteristiche caratteriali e fisiche della razza scelta.
Gli allevatori ce lo devono anche e soprattutto perché molti di noi affrontano sacrifici economici per poter avere un quattrozampe che sia la personificazione del loro “cane ideale”. Un desiderio utopico? Non lo crediamo e anche per questo ci facciamo portavoci di chi vuole ottenere dalla categoria allevatoriale una sempre maggiore professionalità. Siete d'accordo? E' anche vostro desiderio che gli allevatori diventino una parte "viva" e preponderante dell'organismo che li rappresenta? Se volete intervenire al dibattito cliccate sulla nostra e-mail: info@dognet.it nella sezione "Contatti" del portale.
Aspettiamo i vostri pareri.


Autore: Dognet

 

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