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   Martedi, 19 Marzo 2019
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L'addestramento del Boxer

Parliamo di razze da utilità e difesa e focalizziamo la nostra asttenzione su uno dei cani più amati dai cinofili di casa nostra: il Boxer

     

     Il Boxer è uno dei più famosi e apprezzati cani da difesa.

Durante la seconda metà dell’ottocento la cinofilia ufficiale tedesca si occupava già da tempo di alcune razze da utilità, quindi da guardia e da difesa, per le quali un antico Bulldog inglese e altri vari tipi di cani presenti a quel tempo in Germania. Non dobbiamo pensare al Bulldog inglese in questione come al moderno Bulldog che tutti conosciamo, ma come a un cane fisicamente adatto a combattere contro i tori. Questo era l’utilizzo dell’antico bulldog. Dobbiamo quindi immaginarci un cane morfologicamente molto funzionale, di media altezza, con un anteriore molto potente, un posteriore leggero e muscoloso, una buonissima presa mandibolare e un giusto grado di prognatismo.
Per quello che riguarda il carattere, si trattava sicuramente di un cane di altissima tempra e dotato di grande temperamento.
Alla fine del ‘900, Friedrich Roberth, cinologo austriaco, cominciò un lavoro di selezione mirato alla creazione di una nuova razza. Trasferitosi a Monaco iniziò ad accoppiare maschi di bulldog con femmine dominanti bullenbeiser (morditori di tori). Questi bullenbeiser erano cani di tipo mastinoide di media grandezza prognati con teste corte, molto apprezzati oltre che per i combattimenti anche per la caccia erano quindi dotati di una marcata combattività e aggressività. Erano cani molto agili ai quali già all’epoca venivano, per ovvie ragioni di utilizzo, amputati le orecchie e la coda. Il risultato di questa selezione fu la nascita del Boxer moderno che ha continuato ad evolversi, fino ai giorni nostri arrivando al Boxer che noi tutti conosciamo.
Secondo lo standard tedesco il Boxer deve essere un cane di media altezza, dal pelo raso, robusto, di costruzione corta, quadrato, la muscolatura deve essere asciutta e fortemente sviluppata, l’andatura è elastica.
Come cane da difesa non può essere privo di una certa sostanza e forza: il Boxer non deve mai apparire pesante e tozzo e, anche se deve essere costruito per grande velocità, non deve mai dare l’impressione di essere troppo leggero. Ma la vera tipicità del Boxer gli è conferita dalla testa, soprattutto dal muso; il punto critico è proprio questo.

LA MORFOLOGIA DI UN CANE DA DIFESA
La morfologia della testa e del muso del Boxer, che sono anche il suo punto di forza per quanto riguarda la tipicità della razza, stanno anche diventando funzionalmente un problema per quel che riguarda il cane da lavoro.
Le canne nasali di molti soggetti si stanno accorciando drasticamente ed il prognatismo è troppo accentuato; nel primo caso si ha una faticosa respirazione durante le fasi pesanti del lavoro (ma ancora semplicemente del gioco), con conseguente maggior affaticamento del cuore, e nel secondo caso con un prognatismo eccessivo si va a perdere la qualità della presa.
Nonostante i problemi fisici sopra esposti, il Boxer rimane una delle razze caratterialmente più integre. Conserva ancora un grande temperamento e, una proverbiale attitudine al gioco, l’attaccamento alla famiglia e la sua predilezione per i bambini sono proverbiali ma dimostra soprattutto un’ottima solidità nervosa, cosa che non si riscontra quasi più in molti soggetti di altre razze.
Quindi anche con tutti i suoi problemi, il nostro Boxer rimane comunque una delle razze più equilibrate e più adatte alla famiglia, questo senza nulla togliere alle altre razze e al serio lavoro di tanti allevatori. Per quel che riguarda il Boxer inteso come cane da lavoro possiamo dire che sarebbe meglio smettere di considerare il Boxer come un cane ”handiccapato” e di giudicare nelle gare di lavoro in quanto tale.
Quando si guarda un Boxer che lavora, un Boxer al brevetto, non bisognerebbe guardarlo e giudicarlo pensando “però per essere un Boxer è bravo”, ma bisognerebbe guardarlo e giudicarlo esclusivamente come cane appartenente al gruppo delle razze da utilità e difesa al pari di un Pastore Tedesco, un Rottweiler, un Hovawart, un Dobermann, ricordandoci che un medico pietoso manda in cancrena la gamba.
Cerchiamo quindi di non giustificare un Boxer che lavora male solo perché è un Boxer, ma di lavorare al meglio per ottenere lo stesso risultato di un altro tipo di cane.
Un Boxer caratterialmente dotato può essere una bomba perché un buon carattere, unito ad una grande potenza fisica, non può che dare dei risultati strepitosi.

MIGLIORARE SEMPRE
Perché si operi un lavoro di miglioramento è bene quindi cominciare a considerare un Boxer nel lavoro come un cane normale, che può essere anche competitivo. All’interno del mondo boxeristico ci sono bravi e seri allevatori che si impegnano a portare avanti anche il discorso caratteriale e se non sempre ci si riesce, non è colpa di nessuno, è colpa della genetica che a volte fa brutti scherzi; bisogna però non arrendersi. Chi pensa che il Boxer sia un cane rovinato forse non si è guardato bene in giro, non si è reso conto di quante razze la moda e il facile commercio di cani abbiano rovinato. Quanti cani troppo timidi? Quanti cani troppo aggressivi? Quanti cani displastici?
Ricordiamoci che una razza da utilità per essere considerata tale deve essere utile all’uomo e come può essere utile all’uomo un cane malato o caratterialmente squilibrato (anche l’eccessiva timidezza può creare squilibrio, un cane per essere considerato non equilibrato non deve essere necessariamente aggressivo).
Ecco quindi che diventa importante operare una selezione che punti ad una migliore funzionalità fisica e ad una alta qualità caratteriale.
Il Boxer è una razza relativamente giovane che può essere considerata un ottimo cane da famiglia ma che DEVE anche continuare ad essere un eccellente cane da lavoro.
Se così non fosse non si potrebbe parlare della razza Boxer inteso come intendevano i cinofili tedeschi all’inizio del secolo!!!

Le doti del Boxer da lavoro.

Non è comunque detto che un Boxer sia per forza adatto al 100% a poter essere preparato alle gare di brevetto. La soggettività esiste all’interno di qualsiasi razza. Può nascere un cucciolo con una grande attitudine al lavoro e può nascere un cucciolo molto più adatto ad essere gestito in un contesto familiare. Il cane più completo è quello in cui si possono fare coesistere le due cose.
Sicuramente ci vuole esperienza e colpo d’occhio per poter dire di un cucciolo di 2 o 3 mesi che cosa sia più adatto fare.
Quello che è sicuro è che qualsiasi Boxer deve avere una buona dose di temperamento, quindi una buona velocità di reazione agli stimoli esterni, legata ad una buona curiosità, una tempra che sia almeno media, (quindi i nervi solidi nelle più varie situazioni che si possono presentare al soggetto).
Un buon Boxer deve avere anche un buon grado di socialità e saper approcciare positivamente l’uomo e il cucciolo di uomo e accettarlo completamente come conspecifico acquisito.
Un Boxer da lavoro deve, oltre a tutto questo, possedere anche una buona dose di possessività e la capacità di mantenere la concentrazione su un oggetto e una situazione, in altri termini deve avere un tempo di attenzione abbastanza lungo.
Per quanto riguarda la docilità, possiamo dire che è importante, soprattutto per chi è alle prime armi in special modo i Boxer possono facilmente avere delle conflittualità se poco docili, un po' di incomprensioni di rapporto con il padrone dovute all’inesperienza di quest’ultimo. Un professionista saprà invece sopperire alla mancanza di docilità attraverso le tecniche di addestramento o attreverso la psicologia canina, che qualunque buon professionista deve conoscere e applicare.
L’istinto predatorio è quasi fondamentale nel buon un cane da lavoro. Un soggetto, un Boxer nel nostro caso, che riunisca, oltre a tutte le qualità già elencate, anche uno spiccato istinto predatorio è caratterialmente valido. Solo se si arriva ad avere un soggetto con tutte queste caratteristiche, a cui va aggiunta una presa mandibolare forte, secca e sicura, si può dire di avere in mano il vero cane da lavoro sia, che si tratta di un Boxer, o di una delle altre razze da utilità.
La nota dolente è che oggi trovare un cane così è un’impresa epica, ma la selezione deve avere come fine ultimo la conservazione di queste doti caratteriali nel cane da utilità.
E’ vero che negli ultimi anni le tecniche di addestramento hanno fatto dei passi avanti incredibili e a volte ha compiuto dei miracoli, ma è anche vero che il carattere del cane va presentato perché automaticamente se ne preserva la dignità.
Un Boxer non equilibrato non è un Boxer, è solo un povero cane nevrotico, magari bellissimo; ricordiamoci però che una razza deve, per essere considerata tale, avere delle peculiarità non solo morfologiche ma anche morali.
Ve lo immaginate un Rottweiler che ha pura della sua ombra, un Pastore Tedesco che morde i bambini o un Boxer lento e apatico?
Esistono, ma non dovrebbero. Oltre lo standard morfologico esiste una cosa da tenere ben presente: la memoria di razza.

Autore: Francesco Thione

 

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