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   Mercoledi, 28 Giugno 2017
Per saperne di più

Il Volpino Italiano

Riscoprendo le razze italiane non potevamo mancare di ricordare e parlare dello splendido Volpino Italiano. Ecco cosa ci racconta l'esperto....

     

     Un Volpino Italiano

Da qualche tempo la cinofilia italiana sta vivendo un momento culturale importante che si traduce in un rinnovato interesse per le razze autoctone. E questo vale sia per quelle già ufficialmente riconosciute che per le altre esistenti da secoli come realtà zootecniche locali meritevoli di assurgere al rango di razza.
Ma l'importanza di salvaguardare una razza canina travalica i confini nazionali perché coincide con la perpetuazione del patrimonio cinotecnico mondiale. Ad alcuni Allevatori cinotecnici italiani va ascritto il merito di aver riportato all'attualità alcune razze che rischiavano di estinguersi o si erano, di fatto, estinte.
L'opera dell'allevatore è fondamentale a ogni livello ma può essere agevolata quando sussiste un adeguato supporto di una Associazione Specializzata cui l'Enci (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) demanda la tutela della razza.

Il Volpino Italiano

Il Volpino Italiano, nelle due varietà di colore bianco e rosso, in anni nemmeno troppo lontani rischiò l'estinzione e oggi vive una soddisfacente realtà qualitativa sia in Italia che all'estero.
Gli Allevatori italiani della razza hanno dato vita all'ATAVI (Associazione Tecnica Amatori Volpino Italiano) riconosciuta ufficialmente dall'Enci quale Società Specializzata nel 2010.
Nell'anno successivo viene fondata l'UMAVI (Unione Mondiale Associazioni Volpino Italiano) cui aderiscono 17 Nazioni: Argentina, Canada, Danimarca, Germania, Grecia, Italia, Irlanda, Inghilterra, Finlandia, nord America, Norvegia, Olanda, Polonia, Russia, Scozia, Svezia e Svizzera. Gli scopi dell'Unione sono quelli di favorire la diffusione della razza Volpino Italiano nella rigorosa osservanza dei criteri zootecnici di allevamento improntato agli usuali canoni di una corretta selezione. In questo contesto vengono approfondite tutte le tematiche istituzionali, tecniche e sanitarie uniformando i Protocolli di ricerca di eventuali patologie.
E' sempre attivo un interscambio di esperienze tra le varie realtà nazionali attraverso una costante collaborazione di cui si fanno garanti i Presidenti pro-tempore delle rispettiva Associazioni nazionali. Con questo spirito sono stati organizzati importanti eventi nelle varie nazioni tra cui spiccano il congresso in Polonia del 2014 -dove per la prima volta fu assegnato il titolo onorifico di “Campione Umavi” nella esposizione abbinata- e il convegno sulla razza organizzato nel 2015 in occasione della esposizione mondiale di Milano dove fu assegnato per la seconda volta il titolo di “Campione Umavi”.

Una razza antica

Il Volpino Italiano, al pari di molte altre razze autoctone, ha origini remote e discende dal Canis Familiaris Palustris che viveva all'età della Pietra. Dai reperti fossili si deduce che i cani appartenenti a questo ceppo furono tra i primi ad essere addomesticati dall'uomo, almeno in quello che attualmente è il territorio europeo.
Analoghi reperti osteologici vennero alla luce in Asia, nelle isole dell'Oceano Pacifico, nel Madagascar, in Africa e principalmente in Egitto. Il ceppo si è poi diffuso un po' ovunque tipicizzandosi localmente e dando vita alle varie razze oggi conosciute nel mondo e tra le tante ricordiamo quelle nordiche come il Samoiedo e il Volpino Finnico, l'Elkhound Norvegese, il belga Schipperkee, il Volpino Giapponese e tutti gli Spitz tedeschi (“spitz” significa “volpe” nell'idioma teutonico) suddivisi in razze di taglia nana, media e grande (Wolfspitz).
Quest'ultimo è il gigante del gruppo perché la sua altezza al garrese varia da 45 a 55 cm ma può raggiungere anche i 60 cm.
Tutte le razze volpinoidi presentano punti di contatto somatici a cominciare dalla inconfondibile forma della testa con il cranio rotondeggiante e il muso appuntito (però mai sottile né privo di profondità), gli assi cranio-facciali (vale a dire i profili del cranio e del muso) tendenzialmente convergenti, le orecchie non molto grandi, di forma triangolare e portate erette quando il cane è in attenzione.
Il tronco è sempre compatto, il mantello lungo e diritto, la coda di media lunghezza, ben guarnita di pelo e portata arrotolata sul dorso.
La storia del Volpino Italiano è costellata da molte vicende perché nemmeno le razze canine sfuggono all'alternanza della moda.
Nei secoli scorsi fu il cane prediletto dall'aristocrazia romana e da quella fiorentina al punto da essere denominato “Volpino di Firenze” e “Volpino del Quirinale”.
Ma era anche il cane del popolo.
Nell'Italia del nord accompagnava immancabilmente i carri adibiti al trasporto delle merci pesanti e trainati da possenti cavalli da tiro e si rendeva utile come guardiano durante le soste e segnalando presenze estranee durante il percorso.
Nel sud era molto diffuso nelle masserie (soprattutto nella varietà rossa) dove era denominato “pumetto” o “pometto”.
Si rendeva utile sia come cacciatore di piccoli roditori che ottimo compagno per i bambini; inoltre coadiuvava il Cane Corso nella guardia.
I Volpini erano fedelissimi al padrone e al territorio in genere, ragion per cui non si allontanavano mai troppo dalla masseria.
Questa spiccata territorialità permise alla razza di mantenere un certo grado di purezza anche con limitato intervento umano perché gli accoppiamenti avvenivano in un àmbito relativamente ristretto.
Questa ipotesi è confermata dalle caratteristiche fenogenotipiche (cioè gli aspetti somatico e caratteriale) che sono rimaste ben fissate nel tempo.

Il Volpino Italiano oggi

L'elenco ufficiale delle razze canine tenuto dalla Federazione Cinologica Internazionale inserisce il Volpino Italiano nel Quinto Gruppo con una definizione forse ritenuta suggestiva ma che appare bizzarra: “cani di tipo spitz e di tipo primitivo”.
Siamo d'accordo che le origini del ceppo sono remote ma è poco comprensibile che cosa ci sia di primitivo nei volpinoidi.
Forse sono “di tipo moderno” i graioiodi e i lupoidi ?
Il Volpino Italiano è un ottimo cane da compagnia, sano, allegro, vivace, mai petulante e non abbaia senza giustificato motivo.
E’ un cane vigoroso, tonico e piuttosto longevo al pari di tutte le razze di piccola mole. Esuberante ma non invadente, sempre affettuoso con il padrone e con tutti i componenti della famiglia, è dotato di un udito finissimo ed è sempre attento a quanto lo circonda.
Se lasciato libero in giardino, non manca mai, con la sua caratteristica e inconfondibile voce, di segnalare la presenza di estranei. Sa essere un ottimo compagno perché si adatta bene a qualsiasi clima e a tutte le condizioni di vita del padrone.
Il mantello richiede pochissime cure che si concretizzano in una spazzolata ogni venti/trenta giorni.
Solamente nel periodo della muta primaverile è consigliabile spazzolarlo per tre o quattro giorni consecutivi al fine di asportare il pelo che ha concluso il suo ciclo vitale e favorire la ricrescita.
Non deve essere praticamente mai lavato perché il suo particolare mantello non trattiene la polvere.

LO STANDARD

Illustriamo i passi più salienti dello standard ufficiale con qualche nota esplicativa.
Il Volpino Italiano è un cane armonico, il cui TRONCO è iscritto nel quadrato, ragion per cui l’ altezza misurata dal garrese a terra è pari alla lunghezza del tronco che si misura dalla punta della spalla (angolo scapolo-omerale) alla punta dell’ ischio.

LA TESTA è a forma di piramide e la sua lunghezza totale corrisponde a circa i 4/10 dell’ altezza al garrese.
La lunghezza del cranio è superiore a quella del muso.

Il TARTUFO (naso) visto di profilo è sulla stessa linea della canna nasale ed è sempre rigorosamente nero in entrambi i colori.

LA DENTATURA deve essere completa e la chiusura dentale deve essere “a forbice” ma è tollerata quella “a tenaglia”.

GLI OCCHI sono espressione del temperamento e quindi denotano attenzione e vivacità e sono ben aperti, con rima palpebrale, sempre pigmentata in nero, rotondeggiante e di color ocra carico; sono in posizione sub frontale e i margini palpebrali sono ben aderenti al globo oculare.

Le ORECCHIE sono corte, triangolari, portate erette, inserite alte e ravvicinate tra di loro.

Il COLLO è sempre ben eretto e la sua lunghezza è quasi pari alla lunghezza totale della testa.

La CODA è inserita alta sulla groppa ed è portata costantemente arrotolata sul dorso.

I PIEDI sono di forma ovale con dita ben unite e le suole dei cuscinetti plantari e digitali sono pigmentati di nero.

L’ ALTEZZA AL GARRESE varia da cm 27 a 30 nei maschi e da cm 25 a 28 nelle femmine.

IL PELO è folto, lungo, diritto e ha tessitura vitrea. Non deve mai essere cadente.
Il tronco dà l’ impressione di essere avvolto come in un manicotto, in particolare sul collo dove il pelo forma un ampio collare.
Il cranio è coperto da pelo semilungo che nasconde la base delle orecchie, il muso da pelo corto.
L’ orecchio è ricoperto da pelo molto fine e raso. Sui margini posteriori degli arti si formano delle frange.
I colori ammessi sono il bianco-latte e il rosso-cervo.
Il colore champagne è ammesso ma non desiderato.
Sono tollerate sulle orecchie sfumature arancio-pallido che costituiscono comunque difetto.
Per maggiori informazioni: dottor Fabrizio Bonanno, Giudice Internazionale di Prove per cani di utilità e difesa e soccorso terrestre, Presidente Umavi (Unione Mondiale Associazioni Volpino Italiano), Presidente Atavi (Associazione Tecnica Amatori Volpino Italiano)- www.volpinoatavi.it - tel: 0331/968894 - 348/5802899
Allevamento di Platino Iridio - www.canebolognese.com


Autore: Fabrizio Bonanno

 

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