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   Martedi, 12 Novembre 2019
Veterinaria

I denti...questi sconosciuti

Il punto sui denti e sulle tematiche che li riguardano nell'articolo della dottoressa Daniela Argentiero, medico veterinario.

     

     Una buona dentatura è basilare per il benessere del nostro cane

IL DENTE
Il dente è formato da una corona che si estende al di sopra del margine gengivale, da una radice che si estende invece al di sotto, da smalto, dentina, cemento e polpa.
Lo smalto è più sottile rispetto a quello dei denti dell’uomo, tuttavia si tratta del più duro e mineralizzato dei tessuti organici, non è innervato né vascolarizzato, non può quindi rigenerarsi o ripararsi. La dentina è la porzione più consistente del dente maturo, si deposita continuamente per tutta la vita, in modo ancor più rapido se sottoposta ad un evento traumatico. Il cemento è tessuto pseudo-osseo avascolare che si deposita, invece, per tutta la vita ed è in grado di mettere in atto processi di riassorbimento e di riparazione. Infine la polpa è costituita principalmente da tessuto connettivo.
Particolare attenzione dobbiamo dedicare al PARADONTO, così chiamata l’unità anatomico-funzionale che connette il dente alla mandibola. Esso è composto da:
• gengiva: manicotto intorno a ciascun dente fatto da una parte libera che si invagina fra il dente e la gengiva attaccata;
• legamento parodontale: tessuto connettivo che ancora il dente all’osso;
• cemento: tessuto avascolare pseudo-osseo;
• osso alveolare: creste ossee mandibolari che sostengono i denti all’interno di profonde depressioni ossee.

LA DETERMINAZIONE DELL'ETA'NEL CANE
Determinare l’età di un soggetto di cui non conosciamo la data di nascita ha grande importanza in medicina veterinaria per diversi motivi tra cui la corretta somministrazione di piani vaccinali e lo studio di malattie endocrine. Tra i metodi di determinazione oltre lo sviluppo fisico (peso, altezza e indice di massa corporea che variano parecchio nelle numerose razze canine) e la fusione delle epifisi ossee, il più utilizzato è il metodo dentale, pratico e immediato.
Possiamo suddividere la vita dei denti in questo modo:
• Eruzione (emergenza gengivale) ed esfoliazione dei denti decidui
• Eruzione dei denti permanenti
• Sviluppo radicolare (radiografico) e chiusura dell’apice radicolare
• Assottigliamento del sistema pulpare (radiografico)

LO SVILUPPO DEI DENTI NEL CANE
I denti nei cuccioli iniziano a spuntare a due settimane di età, e a 5 settimane circa la dentizione è completa di 28 denti. Il riassorbimento e l’esfoliazione dei denti decidui e la loro sostituzione con la dentizione permanente avviene tra i 3 e 7 mesi.
Alla 24° settimana (180 giorni) dentizione permanente è solitamente completa nel cane. La variabilità è sempre di +- 7 giorni. La crescita dei denti in lunghezza si è completata, ma in questo periodo della vita il canale pulpare si presenta molto largo e lo strato di dentina molto sottile, anche l’apice della radice è molto aperto e comunicante con l’osso mascellare o mandibolare; il dente si presenta dunque molto sottile e fragile, e soggetto a frequenti fratture: si svilupperà in spessore nel corso degli anni successivi.
La persistenza temporanea di denti decidui e permanenti è normale, in particolare dei canini (2-3 settimane).
La variabilità di eruzione può dipendere dalla razza e dalla taglia del cane (l’eruzione è leggermente anticipata in razze piccole rispetto alle grandi), dal sesso (i maschi leggermente prima delle femmine per la maggior parte dei denti) ed infine dalle condizioni di salute e dall’alimentazione. Nelle femmine l’eruzione può essere accelerata dal calore mentre i motivi per un’eruzione tardiva possono essere diversi:
• impedimento meccanico (denti sovrannumerari, lesioni cistiche, tumori, trauma)
• Cimurro
• Nanismo
• Osteopetrosi
• Radioterapia
• Malnutrizione
• Miotonia congenita
• Infezioni
• Malattie sistemiche acute

LE FORMULE DENTARIE
Di seguito la tabella con l’età approssimativa (in settimane) dell’eruzione dei denti nel cane e nel gatto.
Denti Primari Denti Permanenti
Cuccioli Gattini Cane Gatto
Incisivi 4-6 3-4 12-16 11-16
Canini 3-5 3-4 12-16 12-20
Premolari 5-6 5-6 12-16 16-20
Molari - - 16-24 20-24
Cane:
• Denti primari: 2 x (Incisivi 3/3; Canini 1/1; Premolari 3/3) = 28
• Denti Permanenti: 2 x (Incisivi 3/3; Canini 1/1; Premolari 4/4; Molari 2/3)= 42

L’IMPORTANZA DI UNA CORRETTA DENTIZIONE
Come già accennato precedentemente una delle frequenti problematiche a cui ci possiamo trovare di fronte interessa il periodo dell’eruzione dei denti definitivi a cui dovrebbe seguire contemporaneamente la perdita dei denti decidui. Non sempre però il meccanismo di erosione delle radici dei denti decidui funziona per cui si hanno doppie dentizioni e presenza di denti soprannumerari: la polidonzia falsa (da non confondere con la polidonzia vera che è la presenza di denti soprannumerari definitivi). La persistenza di denti decidui, soprattutto di quella dei canini può portare a gravi problemi di occlusione, per questo è consigliabile una visita veterinaria di controllo in questo periodo della vita del cucciolo. Infatti spesso i canini da latte superiori persistenti spingono in avanti i definitivi impedendo il fisiologico alloggiamento dei canini definitivi inferiori fra il 3° incisivo e il canino superiore.
La crescita verticale in direzione del palato può provocare diversi seri problemi tra cui addirittura necrosi ossea con conseguente fistola oro-nasale e complicanze rinologiche.
Si può avere il difetto inverso: l’ipodonzia, cioè la mancanza di uno o più denti. Questo accade soprattutto in razze toy o brachicefale ma sta purtroppo diventando frequente anche in altre razze.
Si tratta nella maggior parte dei casi della mancanza di denti che tendono a ridursi filogeneticamente, cioè i primi premolari e/o gli ultimi molari: chiaramente questi soggetti devono essere esclusi dalla riproduzione.
Altre volte invece i denti sono presenti ma non erompono a causa di un ostacolo come la persistenza della radice del dente deciduo oppure la mancanza di spazio sulla gengiva; in questi casi rimosso l’ostacolo i denti sono liberi di erompere e si sviluppano a seconda della tempestività con cui sono stati “liberati” ma spesso non raggiungono la stessa lunghezza del dente che è erotto normalmente.
L’OCCLUSIONE
Occlusione è il termine impiegato per descrivere il modo in cui i denti combaciano reciprocamente. Parliamo di malocclusione quando c’è un’anomalia della posizione dei denti che può derivare da diverse problematiche:
• Lunghezza/larghezza della mandibola (malocclusione scheletrica)
• Errato posizionamento dei denti (mal occlusione dentale)
• Combinazione di entrambi i fattori.
La malocclusione nel cane è comune e può rappresentare l’origine di un disturbo, in alcuni casi è la causa diretta di patologie orali. Le fasi dello sviluppo dell’occlusione sono regolate sia da fattori ambientali e genetici sebbene non sia ancora chiaro il preciso meccanismo genetico, probabilmente si tratta di una regolazione poligenica: questo spiegherebbe perché non tutti i componenti di una stessa cucciolata sono interessati nelle generazioni successive dallo stesso grado di mal occlusione o non ne sono colpiti affatto. In presenza di un meccanismo poligenico, la gravità dei segni clinici è correlata al numero di geni difettivi. Le seguenti confermazioni sono ereditarie:
• Lunghezza della mandibola
• Posizione della gemma dentale
• Dimensioni del dente.
Non dimentichiamo che la mal occlusione scheletrica può anche derivare da disordini ormonali e da traumi, infatti benché la posizione della gemma dentale sia ereditaria, diversi eventi in corso dello sviluppo e della crescita possono influenzarne la collocazione definitiva. Una diagnosi precisa può essere confermata solo radiologicamente .
Nel prognatismo l’apice della mandibola è sito anteriore all’apice della mascella; nell’enognatismo è invece posteriore.
Le cause che portano ad una eccessiva o ad una ritardata crescita di mandibola o mascella non sono del tutto chiare, sicuramente esiste una componente genetica come si accennava poco sopra ed è per questo che i soggetti anche in questo caso dovrebbero essere esclusi dalla riproduzione mentre quelle che possono influenzare l’occlusione dento-alveolare sono spesso il ritardo della perdita del dente da latte o la mancanza di spazio (mandibole o mascelle strette, soggetto da escludere dalla riproduzione), talvolta danni alla gemma dentaria dovuti a traumi.
Non dimentichiamo inoltre anche alcuni comportamenti come il giocare con le pietre o mordere le sbarre della gabbia durante il periodo della dentizione possono influenzare negativamente l’occlusione.

CANE MESOCEFALICO
La mandibola risulta cioè più corta e meno ampia rispetto alla mascella, questo significa che:
1. Gli incisivi superiori presentano un morso a forbice (sono posti più rostralmente rispetto agli inferiori)
2. I denti sono interdigitali
3. Il morso a forbice degli incisivi e l’interdigitazione formano l’interblocco dentale che regola l’accrescimento rostrale sia di mascella che di mandibola
4. I premolari presentano interdigitazioni
CANI BRACHI- E DOLICOCEFALICI
I soggetti brachicefalici presentano una mascella più corta del normale mentre in quelli dolico cefalici essa è più lunga. Entrambi presentano un certo grado di mal occlusione rispetto ai mesocefalici, infatti nei brachicefalici gli spazi interprossimali tra i denti sono più stretti con conseguente rotazione e/o sovrapposizione dei denti mentre nei dolico cefalici gli spazi sono più ampi.

MALATTIA PARODONTALE: DI COSA SI TRATTA?
Si parla, in questo caso, della patologia probabilmente di più comune riscontro durante la visita clinica dei cani di età adulta o senile, è la risposta infiammatoria alla placca dentale e ai batteri del cavo orale, e i localizza a livello di paradonto. La gengivite è l’infiammazione delle gengive e rappresenta il segno precoce di malattia, se non trattata può diventare parodontite dove la reazione infiammatoria provoca la distruzione del legamento parodontale e dell’osso alveolare. Causa primaria di gengivite e parodontite è l’accumulo di placca sul dente, il tartaro sopraggiunge secondariamente.
PLACCA DENTALE
La placca dentale è una biopellicola composta da un aggregato di batteri e loro prodotti, una componente salivare, detriti del cavo orale e talvolta cellule epiteliali e infiammatorie. La formazione della placca prevede due fasi, l’iniziale adesione batterica e il successivo accumulo microbico derivante dalla moltiplicazione batterica. La placca associata alla gengiva sana è composta soprattutto da batteri aerobi e anaerobi facoltativi, al progredire della gengivite, la placca si estende al di sotto della gengiva dove può provocare parodontite.
TARTARO
Si tratta di placca mineralizzata tuttavia il tartaro è sempre ricoperto da uno strato di placca; può mineralizzare sia la placca sopragengivale (di solito questo tartaro non esercita effetto irritante nei confronti dei tessuti gengivali) che quella sottogengivale, responsabile di lesioni parodontali.


COSA ACCADE IN PRATICA
L’accumulo continuo di placca esita in gengivite che può diventare parodontite. Il tutto avviene difficilmente in animali con gengive clinicamente sane. La prevenzione e il trattamento della malattia paradontale mantiene le gengive in condizioni di salute atte a prevenire la parodontite. Esistono due meccanismi che intervengono nella malattia, la lesione diretta da parte dei microrganismi della placca e la lesione indiretta da parte dei microrganismi della placca attraverso il processo infiammatorio. I batteri hanno la capacità di attivare le reazioni infiammatorie che provocano le lesioni tissutali la cui causa diretta si attribuisce comunemente alla risposta dell’ospite alla placca batterica piuttosto che alla virulenza batterica in se stessa. In pratica non tutti i cani e i gatti reagiscono allo stesso modo alla stessa carica batterica.
GENGIVITE
La gengivite è reversibile, rimuovendo la placca le gengive infiammate ritornano alla normalità; bisogna mantenere il risultato ottenuto con la pulizia giornaliera della placca. Eseguita la pulizia dei denti è quindi fondamentale che il proprietario rimuova quotidianamente la placca che si accumula di continuo spazzolando i denti con strumenti specifici così da prevenire una nuova infiammazione.
PARODONTITE
Quando la gengivite non viene trattata può esitare in parodontite che nella maggior parte dei casi è irreversibile. Può avere una o più localizzazioni, è cioè “sito specifica” e una volta rimossi,attraverso terapia specifica, i depositi dentali al di sopra e al di sotto del margine gengivale, si deve prevenire mediante il controllo giornaliero da parte del proprietario che deve assicurarsi che non si depositi nuovamente la placca. La terapia deve quindi mirare a prevenire lo sviluppo di nuove lesioni e a limitare l’incedere della distruzione tissutale nei focolai già attivi.
TRATTAMENTO
Trattare la malattia paradontale significa cercare di controllare la causa dell’infiammazione ossia la placca dentale. La terapia conservativa consiste nel rimuovere la placca e il tartaro in anestesia generale, in associazione ad una procedura giornaliera di mantenimento dell’igiene orale.
Il mantenimento dell’igiene orale deve essere garantito dal proprietario a casa, ovviamente con la cooperazione dell’animale…
La terapia parodontale professionale si esegue in anestesia generale e include detartrasi sopra- e sottogengivale, la levigatura radicolare e la lucidatura della corona dentale. A tale scopo si consiglia sempre una accurata visita clinica e degli esami ematochimici recenti del paziente che deve essere messo in anestesia per la pulizia.

BIBLIOGRAFIA
• Presentazione Dott.ssa Laura Torriani “Determinazione ragionevolmente certa dell’età del cucciolo”
• Presentazione Dott.ssa Margherita Gracis: “Determinazione dell’età in base allo sviluppo dentale del cucciolo: mito o realtà?”
• “Odontostomatologia del cane e del gatto” di Cecilia Gorrel. Edizioni Veterinarie
• Relazione Dott. F. Adinolfi











Autore: dott.Daniela Argentiero

 

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