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   Mercoledi, 12 Dicembre 2018
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Come leggere le etichette

Le etichette dei cibi dei nostri amici a quattrozampe sono cambiate. Ecco una completa disamina dell'esperto - il dottor Sergio Canello, medico veterinario - sulla corretta lettura e la più idonea comprensione delle nuove norme in materia di etichettatura.

     

     Un dipinto del tardo ottocento raffigurante due Cavalier Spaniel

Forse non tutti i proprietari di cani e gatti si sono accorti che da qualche mese le informazioni riportate sulle etichette dei mangimi per cani e gatti sono cambiate. Le modifiche all'etichettatura, infatti, sono state introdotte dai produttori in conformità a quanto dispone il Regolamento CE 767/2009, entrato in vigore in Italia lo scorso 1 settembre.
Il Dr. Sergio Canello, Medico Veterinario esperto in patologie legate all'alimentazione, omeopatia e medicina naturale, oggi Responsabile dell'area Ricerca & Sviluppo di SANYpet, ha stilato in proposito un vademecum per una corretta interpretazione delle nuove etichette, indicando le voci cui prestare attenzione e il significato della terminologia tecnica.
o Alimento
Sulle nuove etichette è specificato sia l'animale cui è destinato il prodotto (cane, gatto, cucciolo, gattino) sia la tipologia di alimento (completo, complementare, semplice, dietetico, biologico). Queste informazioni vanno lette con attenzione perché forniscono ai proprietari indicazioni utili nella scelta dell'alimento che meglio soddisfa il fabbisogno energetico, di vitamine e di altri elementi nutritivi essenziali per la salute, la vitalità e il benessere del loro amico a quattro zampe in ogni fase della sua vita, ma anche per individuare il prodotto dietetico da somministrare nel trattamento di processi infiammatori, disturbi o patologie legate all'alimentazione.
o Composizione
Nelle nuove etichette sostituisce il termine “ingredienti” senza modificare il significato. Sotto questa dicitura sono elencate le materie prime in ordine decrescente. Scorrendo l'elenco possiamo individuare i componenti distintivi o qualificanti in quanto sono affiancati dalla percentuale per unità di prodotto.
o Additivi
Il termine “additivi” sostituisce “integrazione per kg”, con l'obbligo accessorio per il produttore di inserire nel cartellino maggiori dettagli.
Sotto questa voce rientrano le sostanze, i microrganismi o i preparati intenzionalmente aggiunti agli alimenti per animali o all'acqua con l'obiettivo di influenzare favorevolmente le caratteristiche dei mangimi, soddisfare le esigenze nutrizionali degli animali e/o concorrere al benessere del cane e del gatto agendo, in particolare, sulla flora gastrointestinale o sulla digeribilità degli alimenti.
o Componenti analitici
Il termine “componenti analitici” prende il posto della dicitura “tenori analitici” senza modificare la sostanza. Sotto questa voce, infatti, si trovano espressi in percentuale i risultati dell'analisi chimica effettuata sul prodotto.
o EM
EM sta per energia metabolizzabile. In parole povere, è l'energia derivante dall'alimento che è effettivamente assorbita e utilizzata dal cane o dal gatto. Si trova espressa in Kcal/kg e in MJ/kg.
o Proteine naturali trasformate
Nonostante il termine tecnico poco rassicurante, la presenza di proteine naturali trasformate non è indice di “cibo frankenstein”. Si tratta, più semplicemente, di un altro modo per indicare la farina animale degrassata, ovverosia un qualsiasi prodotto ottenuto tramite processo termico di sanificazione, essiccamento e macinazione di parti di animali terrestri a sangue caldo come cervo, agnello, pollo o maiale, private in parte del grasso;
o Farina di pesce
Si trova utilizzata nei mangimi come valida alternativa a quella animale in quanto il pesce, specie se pescato e immediatamente lavorato in mare, garantisce una materia prima “pulita”, cioè priva sia di conservanti sia di altre componenti potenzialmente allergizzanti quali i residui ancora attivi dei farmaci impiegati negli allevamenti zootecnici industriali.
o Idrolisati proteici
Gli idrolisati proteici di pesce o vegetali sono il risultato di un processo chimico nel quale enzimi, detti proteasi, degradano le molecole proteiche in peptidi più piccoli o singole proteine. La presenza di idrolisati proteici nella composizione di un mangime è un elemento qualificante di cui va tenuto conto in sede di acquisto. Benché costosi da ottenere, infatti, gli idrolisati passano attraverso la barriera intestinale senza stimolare il sistema immunitario grazie alle dimensioni ridotte e al basso peso molecolare. In sintesi, aumentano la digeribilità degli alimenti e riducono il potenziale allergizzante delle proteine.
o Principi naturali
Si tratta di composti nutraceutici ottenuti dalle piante e impiegati per una loro funzione benefica e mirata all'interno dell'organismo. Sono da preferire i principi naturali titolati e standardizzati, in quanto assicurano una qualità garantita e sempre valida.

Legge utile? La parola al veterinario
“Una volta tanto si può dire che il legislatore europeo si è mosso per dare maggior trasparenza al mercato. Il nuovo Regolamento, infatti, detta condizioni ben precise per l'immissione sul mercato e l'etichettatura dei mangimi, imponendo alle aziende di uniformarsi a standard ancora più rigorosi nelle informazioni da fornire in etichetta”, commenta il Dr. Sergio Canello. “Tutto questo va a beneficio di chi acquista, aiutato a compiere scelte consapevoli e a fare un uso ottimale del prodotto per la salute e il benessere del suo cane o del suo gatto.”

Per maggiori informazioni: www.sergiocanello.it


Autore: dognet

 

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