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   Mercoledi, 12 Dicembre 2018
Razze

IL TERRANOVA DI NAPOLEONE

Un grande cane, una grande razza e un grande esperto...per una storia che si snoda come avvincente racconto. All'insegna della cinofilia!

     

     Un Terranova

Una delle razze più conosciute e diffuse al mondo, non solo per la bellezza e il suo fascino, ma anche per le straordinarie qualità, potente ed equilibrato, dall’espressione dolce e intelligente é il cane di Terranova. Considerata la popolarità che si è meritato, mettendosi a disposizione di chiunque può avere bisogno d’aiuto, non basta un libro per raccontare di Lui. Conosciuto come il “Gigante Buono”, il Terranova deve la sua fama all’eccezionale dote di lavoratore, ma soprattutto per l’istinto naturale d’esperto nuotatore, che l’ha reso un ottimo compagno di fatiche. I pescatori lo utilizzavano per l’esercizio della pesca al merluzzo, per il traino d’imbarcazioni mentre, i contadini, come bestia da soma per il trasporto del latte, il traino di slitte e fedele guardiano dei villaggi. Le origini di questo molosso, potente e di pregiata statura, risalgono a parecchi secoli fa, intorno al 1600 ma, alcuni storici sono convinti che sia ancor più antica. Sono varie le teorie narrate nella storia della razza, tra cui, quella che il Terranova provienga da cani indigeni e il gran cane nero per la caccia all’orso, introdotto dai Vichinghi dopo l’anno 1100 nell’isola di Newfoundland in Canada (l’Isola di Terranova da cui prese il nome), e che in seguito potrebbe essere stato incrociato con cani appartenenti alle popolazioni nomadi provenienti dall’Asia. Altra teoria è che sia il frutto d’accoppiamenti con mastini inglesi, cani da pastore e Waterdogs portati nell’America settentrionale dagli esploratori europei a cavallo tra il XV e XVI secolo. Altri invece affermano che il Terranova discenda da una razza autoctona dell’isola, che più tardi divenne noto come il cane del St. John’s (St. John’s è una città del Canada, capitale della Provincia di Terranova e Labrador, situata nella penisola d’Avalon e che fa parte dell’isola di Terranova.). Probabilmente la dimensione che caratterizza questo molosso è avvenuta con l’introduzione di molteplici razze, portate sull’isola da varie generazioni di pescatori europei e poi incrociati con il cane dello St. John’s per creare il moderno Terranova. Lo St. John’s era un cane di medie dimensioni, tarchiato, forte, di colore nero con sfumature bianche sul mento, muso, petto e piedi. Gli ultimi esemplari furono fotografati nel 1980, purtroppo, però, erano due anziani maschi e così si è arrivati all’inevitabile estinzione.

UNA STORIA AVVINCENTE
Fu nel 1775 che l'esploratore e commerciante inglese George Cartwrigth (1739-1819) utilizzò per la prima volta il nome di Newfoundland Dog (cane di Terranova) per il proprio compagno d'avventure. Verso la fine del 18mo secolo, i pescatori e gli esploratori d'Irlanda e Inghilterra recandosi nel Grand Banks di Newfoundland e Labrador, (che sono un gruppo di bassi fondali a sud-est dell'isola canadese di Terranova, una delle zone più pescose al mondo) osservarono e scrissero sui loro diari che sull'isola vivevano due tipi di cane, usati soprattutto per il lavoro, in particolare per il traino delle reti da pesca e delle funi per attraccare le barche. Uno era di forte ossatura, di grandi dimensioni con testa massiccia e mantello piuttosto lungo, oleoso, con folto sottopelo e dai piedi palmati. L'altro era di medie dimensioni con ossatura più leggera e con mantello liscio. Il più pesante era chiamato il “Terranova maggiore o Greater Newfoundland ” il più piccolo “Lesser Newfoundland o St.John's Dog”.
Nel 1780, considerata la sovrappopolazione di questi cani, l'allora governatore delle Isole di Terranova, Richard Edwards, limitò la proprietà legale di questi cani ad uno per famiglia. Questa imposizione non aiutò a migliorare l'allevamento, ma decretò la possibile estinzione. In quel periodo molti cani furono soppressi. Fortunatamente però alcuni contadini e pescatori per amore della razza, continuarono ad allevare e selezionare clandestinamente e la razza sopravvisse sull'isola. Più tardi, sia il grande, che il Piccolo St. John's Dog, furono esportati in l'Inghilterra dove la razza divenne molto popolare. Si ritiene che il “piccolo St. John's Dog "sia il progenitore del Labrador Retrievers.
Un dato certo è che la taglia più grande, il “Greater Newfoundland”, dopo varie selezioni e incroci, per migliorarne le dimensioni e le capacità fisiche, ma conservando le caratteristiche essenziali, sia il Terranova che conosciamo oggi. Come abbiamo accennato prima, il Terranova è un cane istintivamente predisposto a rendersi utile, in qualsiasi situazione, anche d'estremo pericolo. La sua dote naturale rimane in ogni caso quella del lavoro in acqua. Il particolare mantello idrorepellente, lo protegge da temperature molto rigide. Sulla terra ferma è potente, ma in acqua diventa Ercole. Nuota con sicurezza e trasmette fiducia a chi in quel momento gli sta vicino o si trova in difficoltà. E' entrato a far parte della storia proprio per questo motivo.
Chi salvò Napoleone che fuggiva a nuoto dall'Elba? Proprio un Terranova, che restò in acqua assieme al Generale sino all'arrivo dei soccorsi.

FRA STORIA E LETTERATURA
Già in tempi remoti, comunque, questi cani venivano in un certo qual modo addestrati per svolgere le importanti e pesanti mansioni che abbiamo descritto. Molte sono le gesta eroiche di questo potente esemplare di “cane marinaio” di cui mi piace descriverne alcune. A qualche centinaio di metri dalla spiaggia di Lydd, nel Kent, in Inghilterra, durante una tempesta, l’equipaggio di un’imbarcazione trovandosi in forte difficoltà lanciò un SOS. Il gruppo di otto pescatori chiedeva aiuto, ma dalla costa a causa del mare grosso non era possibile inviare assistenza. Finalmente un uomo del villaggio arrivò portando con sé un grosso cane di Terranova, pose un bastone nella bocca del cane indicandogli l’imbarcazione in difficoltà. Il cane si gettò in mare, nuotando verso la barca. Fortunatamente l’equipaggio, comprese il messaggio e fissando una corda ad un pezzo di legno lo gettò verso il cane. Il Terranova fece cadere il suo bastone e afferrò il pezzo di legno gettato dai naufraghi dirigendosi verso la riva. La forza e la determinazione di questo cane furono incredibili, si temette per lui poiché scomparve più volte sott’acqua, ma la sua forza e il suo coraggio ebbero la meglio perché riuscì a riportare la corda con attaccato il bastone al suo padrone che formò una linea di comunicazione, in questa maniera l’intero equipaggio si salvò. Tra le testimonianze più conosciute vi è quella che lega un Terranova al Titanic. Il grosso cane nero del primo ufficiale rimase a nuotare proprio sopra il punto in cui era annegato il suo padrone. Quando arrivò la Carpathian in soccorso, il Terranova di nome Rigel, immediatamente prese ad abbaiare, in modo che la nave non speronasse una scialuppa di salvataggio, assolutamente non visibile nel buio della notte. La nave si fermò, poiché intuì la presenza di un pericolo e fu il cane a guidare la scialuppa verso la salvezza. Il Terranova più famoso è certamente Boatswain “Nostromo”, del poeta londinese George Gordon Noel Byron (1788 - 1824). In onore del suo Terranova di colore Landseer, nato a Terranova nel maggio del 1803 e morto a Newstead Abbey nel novembre1808, Lord Byron compose un epitaffio, ormai celebre, che recita: “In questo luogo giacciono i resti di una creatura che possedette la Bellezza ma non la Vanità, la Forza ma non l’Arroganza, il Coraggio ma non la Ferocia, e tutte le Virtù dell’uomo senza i suoi Vizi…. Queste pietre segnano il posto di un amico. Uno solo ne ho conosciuto e qui riposa”. Possiamo ritenere che questa sia la migliore descrizione del carattere del Terranova. In più occasioni però, anche la forza possente del Newf non è stata sufficiente a salvare vite umane. Un tal esempio è avvenuto vicino alla città costiera inglese di Yarmouth, nel 1799 quando, durante un temporale fu persa una nave. Unico sopravvissuto il cane di bordo, un Terranova. Il povero cane, rendendosi conto di essere rimasto solo, si diresse verso riva portando il diario del suo capitano, consegnandolo ad un uomo della folla che si era raccolta sulla spiaggia. Per diversi giorni si rifiutò di lasciare la spiaggia, recuperando ogni pezzo di relitto che si avvicinava alla riva. Nel corso degli ultimi due secoli, tutto questo, ha ispirato una serie d’artisti che hanno ritratto i cani su tela, pietra, bronzo e porcellana. Forse il più famoso è l’artista inglese Sir Edwin Henry Landseer (1802-1873) da cui il Terranova nella varietà bianco/nero prese il nome. Sir Edwin amava molto gli animali e in particolare i cani, tra cui il Terranova. Spesso li ritraeva in bianco e nero nei suoi dipinti più famosi ed in particolare, quello raffigurante il salvataggio di una bambina. Da quel tempo i Newfoundlands dal mantello bianco e nero sono stati battezzati “Landseer” in suo onore.

NON FACCIAMO CONFUSIONE
Non dobbiamo confondere però Il Terranova di tipo Landseer, con la razza Landseer poiché anch’essa ha preso il nome dell’artista, ma è d’origine “svizzero-tedesco” e con caratteri tipici molto differenti. Dopo il Nostromo di Lord Byron, possiamo ricordare altri Terranova diventati famosi, essendo di proprietà d’altrettanti nomi illustri. Il cane Brumus del Senatore americano Robert F.Kennedy, fratello del 35° Presidente degli Stati Uniti d’America, John Fitzgerald Kennedy. Frank, era la mascotte della Brigata Orfana, che era il soprannome di un’unità militare del Kentucky e che faceva parte di un gruppo di drappelli che combattevano per gli Stati confederati durante la Guerra civile americana. Gander, che salvò la vita a molti soldati durante la Seconda Guerra Mondiale, nell’isola di Hong Kong. Faithful, di proprietà del 18° Presidente degli USA, Ulysse S.Grant. Hector, il primo cane del 19° Presidente degli USA, Rutherford B. Hayes. Robbe e Russ di proprietà del compositore e musicista Richard Wagner. Nel 1860 nella città di Birmingham in Inghilterra, furono iscritti per la prima volta ben sei esemplari al CRUFT, l’esposizione canina considerata la più antica del mondo. Fu in Inghilterra nel 1886 che nacque il primo Club della razza Terranova e dieci anni dopo fu scritto il primo Standard. Al Canada è sempre stata riconosciuta la naturale origine della razza. Il Patronato dello Standard fu affidato agli inglesi per poi passare definitivamente alla Federazione Cinologica Internazionale (FCI) la quale, pubblicò l’ultimo Standard nel 1996. Nel 1894, un francobollo commemorativo da mezzo penny è stato rilasciato per onorare il Terranova. In realtà è il primo animale ad essere così commemorato da qualsiasi Paese. Insomma, è stato ed è un “superbo” cane da lavoro sulla superficie dell’acqua e di bellezza morfologica in terra. Col passare degli anni, molti Club furono fondati in tutto il mondo, con l’obiettivo di diffondere e selezionare la razza, migliorandone in particolare la salute. Forse il più antico dopo di quello inglese è il tedesco DNK che fu fondato nel 1893, seguì l’Olanda nel 1917, l’Italia nel 1929, gli USA nel 1930, Finlandia, Canada, Francia, Danimarca ecc. Come ricordato, nel 1929 nacque in Italia il Club Italiano Terranova (CIT) la Società specializzata per la tutela e la selezione della razza. La Seconda Guerra Mondiale non portò fortuna alla società che purtroppo, dovette cessare l’attività. Gli anni settanta segnarono invece, il vero e proprio inizio dell’ingresso del Terranova in Italia. Nel 1976 il CIT, è ricostituito e riconosciuto dall’ENCI. Come in tutte le razze canine, il forte incremento di soggetti, richiede di una particolare attenzione, non solo nel preservare i caratteri tipici e naturali, ma soprattutto per vigilare sulla salute del cane. E così, nel 1996 il Club Italiano del Terranova con il patrocinio dell’ENCI e della Regione Piemonte, nel ventesimo anniversario della sua fondazione, organizza il primo Meeting Internazionale sulla razza, nella quale partecipano numerosi medici e professori di medicina veterinaria, genetisti, allevatori e storici, provenienti da tutto il mondo. Un importante incontro, per discutere dell’evoluzione, la diffusione, la selezione e la salute del Terranova, alla ricerca delle basi, per un ampia uniformità di pensiero, sulle caratteristiche determinanti per la razza, nel rispetto dello Standard. In quegli anni nasce il “Comitato per il lavoro del cane di Terranova”, un eccellente traguardo per il CIT, il Comitato é composto da esaminatori, responsabili e istruttori nominati direttamente dalla Società, con competenze che riguardano quasi esclusivamente il lavoro in acqua con brevetti CIT, corsi di formazione di figuranti e naturalmente l’addestramento dei cani. Con il passare degli anni considerato il forte aumento di simpatizzanti di questa disciplina, il Comitato di lavoro si diffonde con successo in tutta Italia creando Gruppi di lavoro e confermandosi ancor oggi una realtà. Anche la Protezione Civile Italiana forma il proprio gruppo di Salvataggio Nautico Cani Terranova. Il Comitato di lavoro, oltre alle varie competenze tecniche per l’assegnazione di brevetti, verifica i regolamenti delle prove e le attività d’addestramento dei cani per coadiuvare l’intervento del soccorritore. Il Comitato collabora inoltre con il Gruppo di lavoro per migliorare la qualità d’impiego, nel lavoro della razza. Con il passare degli anni oltre al Comitato di lavoro, si propone, ottenendo un concreto e dilagante successo, il Comitato per le Esposizioni di bellezza del cane Terranova. Le Esposizioni di Bellezza, sono un mezzo per accertare la rispondenza dei vari soggetti, alle caratteristiche tipiche della razza a cui appartengono e la loro bellezza riguardante la funzione che dovrebbero svolgere. La storia c’insegna che per svolgere bene il suo lavoro, il cane deve avvicinarsi il più possibile ai caratteri tipici descritti dallo Standard. Il lavoro e la bellezza, due settori molto diversi tra loro, ma indispensabili per aumentarne la diffusione e di conseguenza la popolarità della razza. A dimostrazione di quanto abbiamo esposto sino ad ora, il Terranova si conferma tra le razze più apprezzate e ammirate nelle Esposizioni di Bellezza in Italia e nel resto del mondo. Negli anni 90 per le sue eccezionali caratteristiche, incontra il favore del pubblico e dei numerosi appassionati, raggiungendo e superando i mille soggetti all’anno, iscritti nel Registro delle Origini Italiano(ROI).

Bruno Nodalli - www.osmanthus.it
(Per gentile concessione della rivista I NOSTRI CANI - numero di Luglio 2010)

Per maggiori informazioni sulla razza: Club Italiano Terranova, c/o Dal Mas, via Manzoni 12, Ramuscello, 33079 Sesto al Reghena. Tel: 0434 691282.

Autore: Bruno Nodalli

 

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