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   Mercoledi, 12 Dicembre 2018
Benessere

LA MUTA: UN PERIODO STRESSANTE

La muta del cane avviene due volte l'anno, in coincidenza con i cambi di stagione: primavera e autunno. Ecco cosa avviene esattamente a livello dermatologico con i consigli dell'esperto per un'alimentazione ad hoc anche e soprattutto in questo delicato periodo.

     

     Pelo lungo, pelo corto...la muta é un fenomeno fisiologico nel cane.

In natura il cane è soggetto a due periodi di muta durante l'anno: in primavera e in autunno.
La funzione del sottopelo è quella di creare un cuscinetto d'aria intrappolata tra questi peli, più corti e fitti di quelli principali, in modo da fornire l'animale di uno strato isolante dall'aria esterna.
In particolare all'inizio dell'estate il sottopelo si perde e si dirada, e all'inizio dell'inverno, viene sostituito e infoltito.
Questi cambiamenti nel mantello dei nostri cani sono ovviamente più evidenti e marcati in animali che vivono all'esterno e risentono, di conseguenza, maggiormente dei cambiamenti climatici legati all'alternarsi delle stagioni.
Per i cani che, invece, vivono in appartamento a una temperatura relativamente costante, o comunque che varia in maniera molto meno consistente durante l'anno, questo processo risulta spesso di minor entità ma di maggiore durata. Anche il variare del “fotoperiodo” (cioè del numero di ore di luce durante la giornata) diventa ininfluente in questi animali a causa della luce artificiale.
In ogni caso è molto importante una costante toelettatura da parte del proprietario, a maggior ragione nei periodi di muta, intesa almeno come frequente spazzolatura (anche di un mantello a pelo corto) finalizzata ad allontanare i peli già persi ma ancora "intrappolati" nel mantello.
La muta resta in ogni caso un processo fisiologico e necessario alla salute del nostro cane, mentre una qualsiasi perdita di pelo localizzata o diffusa che arrivi a rendere visibile la cute sottostante (alopecia) va considerata patologica e quindi da sottoporre tempestivamente alla visita del veterinario.

QUALCHE CENNO DI VETERINARIA
L'epidermide nel cane è un tessuto composto da 3-5 strati sovrapposti (l'uomo invece ne possiede 10-15). Le cellule principali prendono il nome di cheratociti.
Essi si moltiplicano nello strato basale dell'epidermide (il più profondo) e, man mano che progrediscono verso gli strati superficiali, assimilano progressivamente una proteina lamellare (cheratina) e si trasformano, appiattendosi e divenendo più rigidi e resistenti: questa trasformazione morfologica delle cellule principali dell'epidermide (cheratociti) è detta cheratinizzazione.
La presenza di lipidi nelle pareti cellulari dei cheratociti e le connessioni intercellulari (che tengono le cellule le une alle altre), conferiscono al tessuto epidermico una certa impermeabilità.
Visto la presenza di minori strati, l'epidermide del cane è più sottile rispetto quella dell'uomo, quindi più fragile e soggetta a rotture.
L'epidermide, insieme alle ossa, è uno dei tessuti dell'organismo meno ricchi d'acqua (10% d'acqua rispetto al 60% della maggior parte dei tessuti). Il tasso d'idratazione cutanea diminuisce progressivamente con l'invecchiamento dell'organismo. In un soggetto giovane la pelle può perdere momentaneamente la sua capacità protettiva a causa dell'aggressione chimica di un detergente o di un sapone non adatto che può determinare la secchezza del tessuto. Da questo può anche derivare una sensazione di fastidio e di prurito. Il tasso di Ph dell'epidermide nel cane varia a seconda delle razze. Si parte dal minimo di PH 6,8 del Labrador per arrivare al PH 8,2-8,7 del Pastore tedesco che, per i mammiferi, è un vero record (epidermide leggermente alcalina, basica).
Spesso nei cani, durante il periodo della muta, la formazione di forfora o grosse squame nel pelo o sulla pelle può rappresentare un indice di rinnovamento cellulare anormalmente accelerato. Questo fenomeno è sintomatico della maggior parte delle affezioni cutanee che sono raggruppate con il nome di stati cheratoseborroici. Ne consegue un pelo grasso al tatto che rilascia una patina nerastra sulle dita e il mantello può anche emanare un forte odore di rancido.

LE SOLUZIONI “AD HOC”
La muta è comunque un periodo di stress per il cane. Diventa percio' basilare controllarne l'alimentazione e aiutarlo con una dieta depurante, ma che non dimentichi alti valori nutritivi. Spiega il dottor Sergio Canello, fondatore di SANYpet e Responsabile dell'area Ricerca & Sviluppo dell'Azienda: “Se la dieta è sbilanciata uno dei primi problemi è una muta continua che si protrae per tutto l'anno, senza soluzione di continuità. In realtà la muta, in un cane sano e ben alimentato, deve avvenire solo due volte l'anno: in primavera per preparare il pelo all'arrivo della bella stagione, e in autunno per formare il mantello invernale.” Ed è proprio in primavera, in coincidenza con la muta estiva, che si può attuare una dieta efficace che aiuti il nostro cane ad affrontare al meglio l'arrivo dei primi caldi. “Un pasto al mattino - continua il dottor Canello - magari a base di cibo umido per controbilanciare la perdita di appetito che molti cani manifestano ai primi caldi può essere consigliabile. L'umido è solitamente più appetibile del secco e può egregiamente fornire energia e vitalità. La sera, poi, si sceglierà un cibo secco di ottima qualità, da somministrare sempre abbinato con una ciotola d'acqua per compensare la perdita d'idratazione che il caldo e l'attività fisica possono provocare.”
E, per completare il quadro "dietetico” del nostro quattrozampe in muta, i consigli per gli acquisti. Se il cane non ha particolari problemi, la primavera è la stagione ottimale per un ciclo di almeno due mesi di Depura, della linea Active Line di SANYpet, un alimento nutraceutico che unisce ingredienti di provata efficacia a principi attivi fitoterapici selezionati proprio per la loro capacità di depurare l'organismo, rallentando i processi di invecchiamento cellulare. Se, invece, il cane dimostra di avere qualche problematica più seria a livello dermatologico, la soluzione è Dermo Active Skin protection Diet, perfetto per le dermatiti atopiche e le reazioni avverse al cibo. A base di pesce di mare, riso, olio di pesce e integrato con Aloe vera, Malva silvestrys, Omega 3 e Ribes Nigrum, aiuta a porre rimedio non solo a questi problemi, ma anche a micosi, parassitosi, hot spot e loro complicazioni, nonché ad alterazioni cutanee come piodermiti, seborrea, odore sgradevole della cute, prurito. Sul versante umido, infine, il consiglio è Forza10 Iceland, pâté monoproteico al pesce, proveniente dai mari incontaminati dell'Islanda e perfetto anche per “condire” il cibo secco in caso di cali di appetito dovuti al caldo o allo stress della muta.





Autore: dognet

 

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