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   Sabato, 20 Luglio 2019
Vita pratica

Il cane anziano: le ultime scoperte

E' un periodo delicato della vita del nostro miglior amico, ma ormai la geriatria veterinaria ha fatto passi da gigante...

     

     Due

Si parla sempre più spesso di imprinting dei cuccioli e del periodo sensibile del cucciolo, della fase delicata dell'apprendimento, dell'accrescimento, ecc. Ma, molto poco, si parla di come trattare il cane anziano, dei problemi della terza età, delle malattie e dei disagi che accompagnano l'invecchiamento. E, ormai, con il progredire della scienza veterinaria, i cani tendono - per fortuna! - ad accompagnarci più a lungo. Preservare le loro riserve energetiche, curarli e assisterli durante la terza età, diventa quindi basilare per tutti noi. Il generale miglioramento delle condizioni di vita, quindi, dei progressi della scienza, dell'alimentazione e le recenti scoperte nell'ambito della medicina veterinaria hanno portato un progressivo allungamento della prospettiva di vita dei nostri cani, aumentandone anche la qualità.
Fino a qualche anno fa l'allevatore aveva ben pochi cani anziani in allevamento. Ma ora negli allevamenti, i cani anziani aumentano in modo esponenziale, così come nelle famiglie. E' un dato di fatto: il cane vive molto più a lungo.
Le famiglie e gli allevatori che hanno cani anziani, tendono, non conoscendo o conoscendo poco questo periodo della vita dei loro amici cani, a proteggere in modo spesso esagerato il cane come si può fare per i nostri anziani.

IL CANE E L'INVECCHIAMENTO
Ma quando è che il cane invecchia? Un cane invecchia in base alla stazza, al peso, alle malattie avute in precedenza, alle attività svolte nell'arco della vita, alla conformazione.
Un cane di grossa taglia, per esempio, invecchierà prima d un cane di taglia “toy”; un soggetto che ha trascorso una vita sana e salutare invecchierà meno velocemente di cani che hanno subito operazioni o trascorso una vita con grandi o piccoli problemi di salute.
Ma il cane anziano non è un cane “ malato”. Mai!
Come proprietari di quattrozampe possiamo cercare di ritardare questo periodo di vita del nostro compagno, controllando la salute, le piccole differenze di comportamento della vita quotidiana, cambiando l'alimentazione, curando di più l'igiene fisica e capendo gli sbalzi di umore a cui può essere soggetto un cane con l'avanzare dell'età.
Ma parliamo più nello specifico. I cani anziani tendono a ingrassare a causa del minor movimento e maggior appetito. I soggetti avanti con l'età, infatti, mangiano più lentamente, dormono più a lungo e più profondamente, vedono meno, sentono meno, bevono di più e si muovono poco. Spesso hanno problemi di igiene orale, di tartaro, di gengiviti, di caduta del pelo, incanutiscono, e la pelle è più fragile. Possono comparire tumori benigni, si evidenziano callosità, le unghie si allungano più velocemente, certi soggetti soffrono di artrite, hanno movimenti dolorosi, perdono progressivamente il tenore muscolare.
Al cane anziano va fatto fare perciò esercizio fisico, ma più blando di quando era in piena forza per non affaticarlo. Il tutto serve soprattutto per mantenere alto il morale.
L'alimentazione va controllata e, a volte, integrata da glucosamina, acidi grassi e vitamine C ed E; per questo vanno lette molto attentamente le etichette dei cibi preparati (in commercio se ne trovano di vario tipo sotto l'etichetta “Senior” dedicata proprio a cani “anziani”)
Un altro importante sintomo di invecchiamento è la variazione nel consumo di acqua.
Un eccessivo consumo può indicare l'insorgere di alcune malattie come il diabete mellito, infezioni urinarie, diabete insipido, ecc
Attenzione allo sviluppo di tumori maligni: è sempre bene far controllare le escrescenza e le anomalie della pelle dal veterinario.
L'artrite è un problema molto diffuso nel cane anziano: i cani, soprattutto di grande taglia sviluppano problemi alla colonna vertebrale. Ciò rende faticosa una salita o discesa dalle scale, salire e scendere dall'auto, camminare sulla neve…
L'esercizio fisico nel cane anziano è fondamentale per tanti motivi: mantiene in vigore i muscoli, migliora la funzionalità del cuore, aiuta la digestione e migliora il funzionamento dell'intestino, mantiene alto il morale, toglie la noia.

IL COMPORTAMENTO DEL CANE ANZIANO
Il cane avanti con l'età, oltre ai problemi classici di salute, può avere anche problemi comportamentali.
La disfunzione cognitiva del cane anziano è molto simile al morbo di Alzheimer dell'uomo.
Ma - come per l'uomo - a volte non è facile distinguere il confine tra fisiologico patologico.
È ovvio che l'invecchiamento porta a un rallentamento delle attività psicomotorie, ma questo non dovrebbe comportare la perdita di comportamenti sociali acquisiti e di abitudini consolidate.
Le forme di demenza senile si manifestano inizialmente con amnesie, perdita di comportamenti abituali, disorientamento.
È un declino progressivo di facoltà mentali legate generalmente alla memoria di breve termine che coinvolge tutte le funzioni corticali tanto da portare disorientamento e difficoltà nel coordinarsi.
Poiché un cane anziano vive nelle nostre famiglie solo da circa dieci anni non ci sono ancora statistiche ben precise sui problemi legati all'invecchiamento.
Si sa, però, per certo che il cane ha una degenerazione delle strutture nervose che possono portare a distimia, problemi di aggressività, socialità alterata, spesso non riconosce i luoghi, la macchina del proprietario, il giardino di casa….
Il cane anziano va comunque fatto muovere, va fatto giocare, va spinto ad avere motivazioni; la motivazione è una parte fondamentale di tutta la vita del cane, non possiamo togliere motivazione al cane perché anziano, lo porteremmo ad essere frustrato e con crisi di ansia.
Al soggetto abituato fin da tenera età a lavorare ( cani di agility, brevetti vari,…) non va tolto il piacere del lavoro perché l'età avanza. Anzi! Le attività praticate con tempi adeguati allo stato di salute fisica e mentale, aiutano il nostro amico a restare attivo e giovane.
Il gioco non va mai eliminato dalla vita di un cane perché scarica le energie, attiva la mente e il fisico, incanala la motivazione.
La grande Maria Montessori diceva: “ il gioco è il cibo della mente” - come per l'uomo è così anche per il cane che rimane bambino anche quando è nell'ultima fase di invecchiamento .
In conclusione, i sintomi della sindrome degenerativa del cane anziano possiamo riassumerli così:
- confusione, deficit di orientamento spaziale, poca attenzione
- reazioni alterate verso umani e altri animali
- aumento attività motoria ripetitiva ( wondering) e mancanza di sonno
- diminuzione di attività e apatia
- ansia
- alterazione sonno/sveglia
- problemi di memoria e apprendimento
- appetito alterato
- aumento dell'irritabilità
Sarebbe opportuno, per aiutare il veterinario, segnarsi tutti i cambiamenti del comportamento del proprio cane anziano così da arrivare a una diagnosi veloce e precisa in caso di bisogno.
Il cane anziano è un regalo meraviglioso che può dare ancora tanto, forse più di quanto riusciamo ad arrivare a capire. E anche se ha l'occhio un po' appannato e a volte ci guarda confuso… rimane comunque sempre il nostro migliore compagno di vita.






Autore: dognet

 

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