[Dognet.it - ®2001.2004] - Il portale dalla parte del cane
   Martedi, 25 Febbraio 2020
Per saperne di più

La nicchia del Bullmastiff

Conosciamo un po' meglio questo splendido cane da difesa le cui origini risalgono al Medio Evo

     


INTRODUCIAMO IL NOSTRO AMICO
Il Bullmastiff, cane di struttura solida e aspetto fiero e combattivo, appartiene al gruppo dei molossoidi ed è caratterizzato da un muso corto e da una maschera nera ben delineata che lo rende piuttosto serio, anche se in realtà risulta essere un cane simpatico e vivace, amante del gioco e del contatto stimolante uomo-animale.
Questo razza non può contare fra i suoi “creatori” alcun personaggio famoso, sebbene fu allevata nelle grandi tenute dell’aristocrazia inglese. Non erano però i ricchi proprietari terrieri ad addestrare questi grandi cani, bensì i loro guardiacaccia, che avevano bisogno di guardiani coraggiosi per impedire ai bracconieri di cacciare nelle riserve private dei lord.
Durante l’addestramento gli veniva insegnato a non mordere i bracconieri, ma semplicemente ad immobilizzarli con il proprio peso, ed essendo un cane con buona mobilità e parecchio bilanciato, questo ruolo lo svolgeva facilmente. Possiede la struttura di un quadrato: l’altezza al garrese è circa come la sua lunghezza del tronco.


UN PO' DI STORIA
Le radici storiche di questo cane vanno ricercate addietro nei secoli.
Già presente in terra britannica con caratteristiche però molto diverse dalla razza da noi conosciuta, questo splendido cane venne incrociato prima con i cani fenici, cosiddetti molossoidi asiatici, e in seguito i cani da guardia dei Celti, anch’essi quasi sicuramente di origine orientale.
All’epoca dell’invasione romana i Britannici usarono i propri cani anche in guerra, servendosene proprio come armi da scagliare contro l’esercito avversario.
Le sue prime pigmentazioni erano rosso scuro con tigrature nere decise, per permettergli di mimetizzarsi nella notte. Solo quando fu adottato dalle forze dell’ordine britanniche, fu ammesso ogni tipo di rosso e fulvo purchè mantenesse la sua maschera nera facciale.
Si pensa che il termine mastiff derivi dalla parola latina “MASSIVUS” (massiccio).
Questo termine venne usato per la prima volta dopo l’invasione normanna nel XI sec. durante il regno di Enrico II.
Un altro ruolo che gli imposero per lungo tempo fu quello di uccisore di grossi animali (tori, orsi, grossi cani). Il Bullmastiff aggrediva e uccideva il bue che doveva essere macellato al villaggio, o proteggeva le persone dal possibile attacco di animali selvatici feroci. In seguito questa lotta fra animali venne esasperata, fino al punto da divenire fonte di guadagno illegale ( scommesse e combattimenti organizzati).
Il Bullmastiff fece la sua prima apparizione in pubblico verso la fine del secolo scorso, quando 6 esemplari furono presentati al Crystal Palace di Londra.
Nei primi vent’anni del nostro secolo S.S. Moseley lavorò per ottenere il riconoscimento ufficiale della razza dal Kennel Club, che arrivò nel 1924.
Oggi viene usato soprattutto per la difesa della casa e negli USA come razza da soccorso.


QUALCOSA SUL CARATTERE
Sul temperamento va detto che il Bullmastiff è un cane molto fedele. La sua prerogativa è quella di proteggere il nucleo famigliare più che la singola persona. Attento ai rumori ed alle situazioni sospette è molto curioso. Ha un carattere vivace e allegro ed è affidabile con i bambini (ma attenzione alla mole ingombrante che potrebbe far male accidentalmente). E’un cane coraggioso e tenace, a volte testardo. La sua educazione richiede un pugno rigido ma va comunque mantenuto un certo equilibro senza mai essere aggressivi.
E’un cane che presenta un buon adattamento agli ambienti, alle persone ed ai climi in cui vive, sebbene patisca il caldo esagerato, vista la sua taglia considerevole. E’corretto fargli praticare quotidianamente una quantità di moto adatta alla sua attitudine, sia per lo sviluppo della muscolatura in fase di crescita, sia per poi mantenere l’esercizio fisico.
Si tratta di un cane molto equilibrato. E’ consigliabile però, non tenerlo mai in un box isolato o peggio, legato alla catena, perché ha bisogno fin dai primi mesi della sua vita di partecipare attivamente alla vita del suo padrone.
Non è un cane che attaccherebbe un’altra persona in maniera sconsiderata. Certo è che non deve mai essere stimolato il suo spirito aggressivo. Ritengo sia superfluo e forse anche pericoloso addestrarlo all’ “attacco”, in quanto la razza presenta già innate caratteristiche di guardiano. Mantenere e stimolare solo gli aspetti ludici dei primi mesi dei cuccioli fa maturare comportamenti tipici di un cane compatibile con il contesto sociale in cui vive. La convivenza con l’uomo non presenta alcun problema. Nella convivenza con altri cani, invece, tende ad assumere il ruolo di “capo”.
Un noto cinofilo dice di lui:” Personalmente lo identifico con il cane da camino, il compagno delle nostre riflessioni, dei momenti sereni, rubati allo stress, al traffico, agli impegni mondani. La sua calma, il suo distacco dal mondo, al pari delle fiamme del camino, ci infondono serenità e mestizia, permettendo di ricongiungerci con noi stessi”

Per informazioni:
Laura Capussela - bullmastiff@dognet.it

Autore: Laura Capussela, Emanuele Leone

 

Invia questa pagina ad un amico
All rights reserved 2006 DogNet.it Privacy Policy