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   Martedi, 20 Agosto 2019
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Handler..e sai come sfili

Un nuovo professionista che negli States é già un "must". Vita ed esperienze di un handler, il "conduttore" dei cani da esposizione, ormai quasi insostituibile nella genesi di un cane "campione".

     

     Claudia Rosin con un Hovawarth campione dell'Allevamento dell'Abete Bianco

Li selezionano fin dalla nascita, gestendo a monte accoppiamenti e parentele illustri. Li allevano con estremo riguardo, calibrandone l'alimentazione, lo sviluppo, il carattere e l'indole. Da attente analisi, padronanza della razza, conoscenza ed esperienza nascono quelli che saranno i campioni di domani. Cani sui quali si fonderà la razza e le linee di sangue che segneranno, passo dopo passo, lo sviluppo di altri, futuri campioni. Ma, nella storia di un cane "campione", oltre alla morfologia ineccepibile, al carattere, all'indole...c'é un altro particolare da tenere in considerazione: la conduzione in esposizione.
E' da questo basilare concetto che nasce la figura dell'handler - letteralmente "conduttore" - il professionista (perché di professione si tratta) che gestisce la partecipazione del cane alle mostre e la sua presentazione davanti al giudice.
UNA VITA PER I CANI
Ne parliamo con Fabio Cardea, handler di professione che, con la collega Claudia Rosin, ha condotto e conduce cani di tutte le razze in expo: dai Bassotti ai Malinois, dai Pechinesi ai Labrador.
"Rivolgersi a un handler - ci spiega - se si vuole formare il proprio cane come un soggetto da esporre, é in un certo qual modo basilare. Sarà infatti l'handler a stabilire con il cane un rapporto elitario, a insegnargli a presentarsi e a condursi davanti al giudice, a "sfilare" proprio come una modella...professionista. E saré sempre l'handler a condurlo nelle varie classi di giudizio: dalla Giovane Promessa Enci ai traguardi dei Campionati Italiani e Internazionali."
Ma come si arriva e si scegli un handler? "Semplice - delucida Cardea - si frequentano le esposizioni e si dà un'occhiata da vicino ai vari handler che le frequentano. In Italia - contrariamente dagli Stati Uniti - l'hnadler non é una figura professionale riconosciuta. Non resta quindi che l'esperienza diretta e il "passa parola" per scegliere il personaggio che più ci sembra idoneo al nostro cane e ai nostri obiettivi."
E poi? "Scelto l'handler, sarà l'handler a dover decidere se il cane ha la stoffa per diventare un campione. Se la risposta sarà affermativa l'handler "formerà" il cane con una serie di lezioni da tenersi o presso l'abitazione del proprietario o presso il centro da lui frequentato. Una maniera, questa, per fare in modo che il cane entri in completa sintonia con l'handler e ne riconosca i comandi e la personalità."
UN HANDLER E' PER SEMPRE
Sarà l'handler a seguire la carriera espositiva del cane "campione" perché é opportuno che il soggetto venga sempre presentato dalla stessa persona e si adegui ai suoi comandi, al suo passo, alla sua personalità.
"Ormai in expo si comincia ad apprezzare la presentazione. Cerchiamo di essere impeccabili, e impeccabile deve essere il cane da noi presentato. Un modo per far sì che la sfilata sia un vero e proprio spettacolo: chi guarda deve poter apprezzare non solo bei cani, ma anche coreografie impeccabili."
Quando inizia la preparazione del cane "campione"? "Verso i 4/5 mesi - spiega Fabio Cardea - perché nel cane da esposizione é importante associare alla bellezza morfologica anche il carattere. Non é facile formare un campione, e questo é un particolare che i grandi allevatori conoscono alla perfezione. Ci vuole costanza, pazienza, professionalità...e un pizzico di fortuna."
Per maggiori informazioni: www.professionalhandlers.net

Autore: dognet

 

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