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   Mercoledi, 27 Maggio 2020
Tempo libero

Il Lazio e le sue meraviglie

...naturalmente a quattrozampe! Ecco come scoprire e visitare le bellezze paesaggistiche di una regione conosciuta e amata da tutti gli italiani

     


“Appena fuori da quel pandemonio che è Roma, che pace lungo la via Latina e nella valle del Liri! Là si può comprare una casa per quanto a Roma si paga una soffitta. Lí puoi avere un orto con un pozzo e un po’ di pecore. Là padrone di una zolla di terra ti senti un uomo!” Queste considerazioni sono vecchie di secoli, ma ancora decisamente attuali. Le ha scritte il poeta latino Giovenale nel lontano 60 a.C. Ancor oggi, dopo che civiltà e costumi sono cambiati e modificati, il loro concetto rimane lo stesso. Al di là di Roma e delle sue bellezze c’è tutto un territorio da scoprire e da rivalutare. A maggior ragione se lo si fa dedicandosi a passeggiate e itinerari in compagnia del proprio amato quattrozampe. I luoghi da visitare sono molti e la terra antichissima e verdeggiante a cui far riferimento ha molto da offrire al suo visitatore. Dalle vestigia di antiche chiese e monumenti alla sua tradizionale ospitalità che vede in primo piano la buona – anzi ottima dovremmo sottolineare da buongustai – cucina e la possibilità di trascorrere qualche giorno lontani da folla e rumore.

La Ciociara bella e nobile

La Ciociaria è chiusa dalle basse catene montuose dei Lepini, degli Ausoni, degli Aurunci: tutte formazioni di natura calcarea, poco boscose sul versante che guarda la pianura pontina e ricchissime di vegetazione, invece, in quello che si affaccia nelle valli ciociare.

La parte centrale, il vero cuore pulsante di questa provincia, è costituita dalla valle del fiume Sacco che sorge nei pressi di Paliano-Colleferro. Si tratta di un fiume non molto ricco di acque. Scorre attraverso un fondovalle molto largo e allungato che costeggia i monti Lepini e i monti Ausoni fino a Isoletta di Arce dove si immette nel fiume Liri formando una grande ansa.

Il paesaggio che caratterizza la vallata è costituito da terreni collinari ottimi per la pastorizia e l’agricoltura. Numerosi centri urbani sono appollaiati fra le vallate il cui stile di vita si identifica spesso con quello fondato sulle tradizioni agricole e pastorali. In quest’ambito si può proporre un primo itinerario che parte dalla valle di Canneto racchiusa come uno scrigno fra i monti.
Si tratta di un immenso tesoro naturalistico della zona che ha fatto sì che essa sia stata inclusa a pieno titolo nelle riserve del parco nazionale d’Abruzzo. La ricchezza di fiumi, torrenti, valli e pianura la rende perfetta per il trekking e per le passeggiate nella bella stagione. Non solo. La splendida faggeta del fondo valle è il meraviglioso canovaccio naturale in cui si inseriscono bellezze paleogeografiche come il tasso e l’agrifoglio. Risalendo la valle, infatti, la faggeta lascia il posto – oltre i 1500 metri – alle pianure delimitate spesso da cespugli di pino mugo e da due specie differenti di sorbo, dall’acero di monte e, soprattutto, dal frassino.

In Ciociaria tra castelli e borghi medievali...

La valle Canneto – propaggine laziale all’interno del parco nazionale d’Abruzzo – si distingue anche per la presenza di due animali considerati un po’ il simbolo della zona: il camoscio d’Abruzzo e l’orso Marsicano. Luogo di probabile avvistamento del camoscio è la cresta de La Meta raggiungibile dalla valle attraverso la Torretta del Paradiso e il Passo dei Monaci. La cresta della Meta conduce al monte Petroso che offre un raro spettacolo: branchi di cervi al pascolo e la possibilità di ammirare la magnifica e pressoché introvabile stella alpina.

Il lago di Posta Fibreno e il Monte Gemma

Un altro itinerario bellissimo da seguire è quello che trova il suo fulcro nel lago di Posta Fibreno posto alle pendici nord orientali del colle che ospita l’omonimo paese. Solcato da fitti canali di drenaggio rappresenta insieme alla piana circostante una delle poche aree umide esistenti in Lazio.

Un fitto ed esteso canneto ricopre la piana offrendo riparo a numerosi uccelli acquatici: da segnalare la presenza in continuo aumento di gallinelle d’acqua, germani, folaghe, tuffeti e tarabusi. Il patrimonio ornitologico della zona è completato da ghiandaie e picchi rossi, gufi e barbagianni che nidificano nella vegetazione che ricopre i colli circostanti. Le limpide acque del lago, caratterizzate da una temperatura costante che varia fra gli 8 e i 12 gradi – oltre a risultare assai ricche di fauna ittica, ospitano accanto a specie comuni come la trota e la tinca, anche spinarelli e carpione, una varietà di più piccole dimensioni rispetto a quella presente nel lago di Garda. La dorsale carbonatica del monte Gemma rappresenta una delle ultime propaggini verso sud e sud est dei monti Lepini. I fattori climatici, la natura del terreno, l’esposizione e l’inclinazione dei versanti hanno prodotto una grande varietà di forme sia geologiche che vegetazionali, uniche in un certo senso per varietà e ricchezza. L’occhio curioso potrà notare alcune caratteristiche morfologiche del fenomeno carsico. Tutte cose che si identificano a maggior ragione in quello che poi diventa l’habitat naturale di volpi e lepri, picchi muraioli e ghiandaie, nonché dell’agile e veloce nibbio e dello splendido gheppio.

Anagni: città dei papi

Famosa fino a oggi per il suo ruolo medioevale come città di papi, Anagni è rimasta legata soprattutto alle vicende di Bonifacio VIII. Ultimamente ha anche assunto una notevole importanza per le ricerche riguardanti l’epoca preistorica grazie al rinvenimento di manufatti litici di oltre 700.000 anni fa e dei resti fossili di Homo Erectus datati ben 458.000 anni, i più antichi d’Italia. L’impianto urbanistico di Anagni era limitato alla zona dell’acropoli e difeso parzialmente da una cinta muraria interamente ricostruita in epoca romana.

Al II secolo a.C risale invece la costruzione dell’emiciclo degli “Arcazzi” con tre grandi archi a tutto sesto sorretti da pilastri isolati dalla cinta muraria. Anagni fu anche residenza estiva dell’imperatore Marco Aurelio, di Commodo, di Lucio Settimio e di Caracalla. Centro della vita politica internazionale del medioevo fu a buon diritto definita “La Città dei papi” per essere stata la patria di quattro grandi pontefici: Innocenzo III, Gregorio IV, Alessandro IV e Bonifacio VIII.

Fu anche la sede ufficiale del papato che trovò in Anagni un sicuro rifugio e una degna sede dei vari mandati pontifici. La cattedrale costruita tra il 1071 e il 1105 conserva immutato il suo carattere romanico-lombardo nella facciata; con l’arco a tutto sesto della Porta Matrona e la mole imponente degli absidi del lato nord. Il pavimento a mosaico fu eseguito dal celebre Cosma: dalle navate laterali si discende nella magnifica cripta detta di san Magno, impreziosita da affreschi di maestri benedettini. Per maggiori informazioni su questa bellissima cittadina che molto offre al turista e all’appassionato d’arte si può telefonare al Comune di Anagni (Tel.O775 7301) o alla pro Loco (tel.0775 727852).

Fiuggi: la terra dell’acqua

Fiuggi è un mondo a parte, un’isola tranquilla di benessere che pochi luoghi attualmente hanno saputo conservare. Con l’energia silenziosa delle acque si guarisce, si previene, si alleviano sofferenze e affanni, ci si ritempra da stress e dispiaceri.Inserita nello splendido comprensorio laziale delle acque, Fiuggi era già famosa ai tempi di Bonifacio VIII che, nato proprio in ciociaria, conosceva bene i magici poteri delle sue falde acquifere. In effetti ciò che rese la cittadina laziale famosa in Italia e nel mondo

nel corso dei secoli fu la capacità delle sue acque di curare la calcolosi renale. Capacità che si conserva immutata ancora oggi e che non è miracolosa, bensì fondata su precisi presupposti scientifici. Fiuggi, infatti, sorge su una formazione tufacea caratterizzata da un’alternanza di strati permeabili e semi-permeabili attraverso i quali l’acqua filtra e si depura, acquisendo via via le sue capacità benefiche. Solo a Fiuggi sgorga questa particolarissima acqua oligominerale, unica a fornire proprietà diuretiche insieme alla capacità di “sciogliere” ed espellere i calcoli renali.

Il complesso termale di Fiuggi si estende a valle della città, immerso in boschi di castagni, querce e pini. E’ composto da due stabilimenti idrotermali: la Fonte Bonifacia e la Fonte Anticolana.

La prima fonte permette l’accesso contemporaneo di circa 25.000 persone: grazie ai suoi impianti di riscaldamento permette di seguire le cure anche durante la stagione invernale. Ma la fonte non è solo un luogo di cura: accanto alle fontanelle di mescita, infatti, c’è un insieme di strutture pensate per rendere più piacevole il soggiorno degli ospiti. E sono bar, ristoranti, caffè; sale da concerto e ricreative. La seconda fonte, quella Anticolana, è detta anche Fonte Nuova perché è stata inaugurata negli anni venti.

Situata in una posizione incantevole è quella più frequentata nel pomeriggio per la sua particolare esposizione al sole. Permette una serie di belle passeggiate attraverso i suoi giardini lussureggianti caratterizzati dai cedri argentati, dalle sequoie e dai fiori multicolori. A Fiuggi, naturalmente, è anche possibile praticare sport: dall’equitazione al tennis, dal nuoto allo squash la cittadina permette allo sportivo di trovare “pane per i suoi denti” e possibilità di divertirsi all’aria aperta. Tutto da visitare, in questo senso, il nuovissimo complesso sportivo polivalente, vanto e gloria della cittadina laziale. Per maggiori informazioni su Fiuggi e le sue terme si può telefonare al Comune (tel.0775 54611) o all’azienda di promozione Turistica allo 0775 515766.

Autore: Mariateresa Donatelli

 

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