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   Mercoledi, 27 Maggio 2020
Tempo libero

A spasso in Val Seriana

Una zona bellissima, tutta da visitare…soprattutto in compagnia del proprio inseparabile amico a quattrozampe

     


Val Seriana e valle di Scalve: due gioielli delle alpi orobiche che formano di per sé una delle più belle zone montane dell’alta Italia. Si tratta di una grande faglia – o per meglio dire di una linea ideale di demarcazione – formatasi probabilmente ottanta milioni di anni fa – che dal lago Branchino scende alla Sella dei Bani di Ardesio, tocca Vigna Soliva sopra Gadellino e poi prosegue in valle di Scalve più o meno all’altezza del Passo Manina. Si divide in questo modo il territorio in entità ben distinte. Per prima cosa troviamo le Alpi Orobie costituite da rocce paleozoiche scure, silicee, rossastre e quarzose di antichissima origine vulcanica. Si tratta di una zona affascinante e mutevole, tutta da visitare. Esaminiamone gli aspetti salienti.

Le Alpi Orobie: la flora e la fauna

Fra queste magnifiche montagne si trovano una serie di punti estremamente affascinanti da esaminare per una serie di passeggiate.

Cima Bani, Pradella, Cabianca, Madonnina, Grabiasca, ospitano una flora tutta particolare formata in buona parte da specie “ossofile”, vale a dire da piante e fiori che prediligono terreni acidi. E sono specie floreali basofile che vivono prevalentemente in terreni calcichi (cioè ricchi di calcio appunto) e che costellano le montagne della valle del Pizzo Frol e dell’altipiano del Clusone dove scorre il torrente Borlezza.

Troviamo così faggi, abeti rossi, abeti bianchi (ma sono un po’ meno frequenti). E fiori bellissimi come le primule rosse, le genziane, l’anemone giallo, la viola di Comolli. La fauna alpina è varia e degna di nota. Iniziamo con gli stambecchi e con i camosci che prediligono le rocce e le aree prative di montagna. Se l’escursionista percorre boschi, pascoli e vallate può imbattersi con ugual frequenza in pernici, galli forcelli, coturnici e, qualche volta, scorgere volare la superba aquila reale.

Attenzione in questi casi al cane che potrebbe, per il piacere di inseguire un uccello che si alza in volo, perdere la strada o cadere in crepacci e burroni, sempre frequenti in zone di montagna.

Tenere d’occhio sempre e comunque il proprio quattrozampe è così una regola indispensabile per la buona riuscita di qualsiasi escursione montana.

Tra rettili e gli invertebrati – è d’obbligo una grande attenzione alle vipere e agli aspidi, purtroppo ospiti frequenti di queste zone: il loro morso non è mortale, ma decisamente spiacevole – si trovano formiche rosse, rospi, tritoni e salamandre.

Tra i pesci, ecco i salmerini e le trote che possono essere pescate nei numerosi laghetti naturali della zona.

Una montagna tutta da visitare

I sentieri e le mulattiere di montagna della zona sono stati ripristinati il più delle volte da privati, amministrazioni comunali e comunità montane.

Si tratta di percorsi configurati sulle esigenze del gitante medio, quello poco allenato per intenderci, che vuole trascorrere una bella giornata all’aria aperta senza stancarsi troppo. E il tutto vale ancora di più se, insieme all’uomo, c’è anche un cane affamato di corse e aria aperta; come succede spesso ai nostri quattrozampe…metropolitani. In primavera, poi, la zona è ricchissima di percorsi, seguiti da mandrie e greggi, che possono essere percorsi tranquillamente a piedi risalendo le varie tappe degli alpeggi estivi.

Qualche esempio? Il sentiero “Alto Serio” tracciato tra il 1987 e il 1990 dalla comunità montana Valle Seriana Superiore grazie al collegamento tra di loro di antichi sentieri e mulattiere.
Il percorso si snoda attraverso prati, boschi, pascoli e tocca paesi ricchi di tradizioni, di storia e di arte. Segnalato dall’apposita cartellonistica verticale, con l’ausilio di segnavia costituiti da due bande bianche che ne racchiude una verde, può essere percorso a piedi o a cavallo. Chi lo segue può godersi i bellissimi panorami e visitare una serie di paesini che garantiscono vitto e alloggio in ogni stagione. Inizia da San Giovanni di Gorno, in valle di Riso; tocca poi Premolo, Parre, il territorio di Ponte Nossa, Villa d’Ogna, Ludrigno, Cerete e Bani di Ardesio fino a raggiungere il Valsanguigno passando per Novazza.

Passa infine sopra a Gromo e raggiunge Gromo San Marino. Da qui ci si può recare per una piacevole escursione da fare in giornata a Valbondione. Da Gromo San Marino, l’Alto Serio percorre la Valle Sedornia, tocca Spiazzi Vodala, Ave, Colle Palazzo e sale al Colle di Blum da dove raggiunge Fino del Monte per concludersi, in tutta bellezza, a Clusone.

Le cascate delle due valli

Un altro percorso bellissimo e interessante è quello che porta ad ammirare le cascate dell’Alta val Seriana.

C’è quella, splendida, che forma il torrente Sanguigno poco sopra Valgoglio o quelle presenti nel territorio comunale di Valbondione. Sono la cascata della valle di Fuga, quella della valle di Coca, la cascata del torrente Bondione, e quella che il fiume Serio forma poco sotto la contrada di Maslana. La regina delle cascate è tuttavia proprio quella del Serio: con il suo triplice salto di 315 metri è la più alta d’Italia e la seconda a livello europeo.

Dopo la costruzione della diga del lago Barbellino nel 1931 , il corso del fiume Serio fu interrotto poco più a monte della cascata, che da allora non si potè più ammirare.

Ora, con le paratie della diga del Barbellino che si alzano, da luglio a settembre, la cascata si può vedere in tutto il suo splendore per una trentina di minuti. In valle di Scalve si fa notare anche la cascata che il torrente Dezzo forma poco più a valle dell’omonimo abitato.

E altre cascate ancora si ammirano risalendo la valle del Gleno verso il passo di Belviso, oppure seguendo il sentiero che fiancheggia il torrente Vo, su su fino alla bellissima baita di Mezzo di Venano.

Autore: Dognet.it

 

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