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   Martedi, 20 Agosto 2019
Sport

Sleddog: istruzioni per l’uso

Come conoscere meglio uno sport a...quattrozampe

     


Uno degli scopi di noi appassionati di sleddog e sport sulla neve è proprio quello di cercare di far conoscere lo sleddog ai giovani musher e a chi possiede uno o due cani e vuole avvicinarsi a una disciplina sportiva che fa della neve e dell’amore cinofilo uno dei suoi primi assiomi.

Questo che stiamo per scrivere non ha ovviamente la presunzione di essere un manuale dello sleddog, ma vuole solamente costituire una chiaccherata fra amici, come molte volte ci è capitato di fare quando, stanchi e infreddoliti ci si ritrova accanto al focolare di una baita di montagna.

La scelta del compagno a quattrozampe

Il bagaglio di esperienza che dobbiamo farci non lo si apprende solo leggendo quei pochi testi che troviamo in libreria. E’ necessario, invece, avvicinarci ai campi di gara pronti ad ascoltare e a osservare chi di gare ne ha fatte tante, facendo tesoro di tutte quelle piccole sfumature che ci saranno utili per costituire un buon team di cani. Comperare buoni cani è difficile. Bisogna osservare gli esemplari che arrivano al traguardo vincenti. E' necessario fare attenzione alla lunghezza degli arti e alla loro massa muscolare e non ci deve trarre in inganno da un'andatura raccolta perché a volte è il frutto solamente di un tipo di allenamento basato più sulla forza che sulla velocità.

Colpiscono più i cani grandi e lunghi, sicuramente veloci, ma che difficilmente riescono a superare gare difficili con neve pesante e percorsi molto duri.

Un team ideale dovrebbe essere composto da cani che hanno possibilmente la stessa altezza e lo stesso passo.

Ci si pone quasi subito il primo grande dilemma: allevare o acquistare un cane da sleddog?

Certamente cercare di allevare è una cosa difficile e da cercare di attuare il più tardi possibile perché ci vuole una grande esperienza in materia e un notevole dispendio di forze, tempo e...denaro. Si sono visti un gran numero di giovani musher cimentarsi con cucciolate non propriamente “studiate” in tutti i loro aspetti. Il tutto con problematiche di ogni genere e con risultati non certo...eccelsi.

L’importanza del team

Il team deve, comunque, essere formato da cani con grande esperienza in modo da poter ottenere, insieme al musher si intende, i migliori e più apprezzabili risultati. E, a questo punto, sarà bene anche formulare una sorta di avvertimento. Solo quando riteniamo che non ci siano da comperare cani migliori di quelli che già si hanno, solo allora i tempi saranno maturi per il grande passo. Prima di parlare dei modi di allenamento, però, non possiamo trascurare un accenno alla corretta alimentazione.

Ogni muscher ha un proprio metodo di alimentare il team e quindi i suoi cani, ma su alcuni argomenti siamo tutti d'accordo: i cani nutriti anche con carne (manzo e pollo) sono più forti e fisicamente più tenaci. La base della razione quotidiana però deve sempre rimanere di un mangime completo e bilanciato per sopperire a un'eventuale mancanza di carboidrati e fibre.

Dopo intensi allenamenti e gare, i cani sono molto provati fisicamente e mentalmente. Dobbiamo quindi assicurarci che essi siano perfettamente idratati. I quattrozampe spesso non bevono molto volentieri quindi dobbiamo somministrare a ogni cane almeno un litro d'acqua duranti i pasti che possibilmente dovrebbero suddividersi in due razioni al giorno. L’esperienza personale aiuta molto in questi casi.

Chi scrive mette la sera dell'acqua in un secchio insieme ad un po' di mangime (crocchette o carne) e la mattina dopo aggiunge a questo brodo dell'acqua calda che somministra ai cani due ore prima dell'allenamento.

Al ritorno, solo dopo che hanno smesso di ansimare, si darà loro il rimanente. Nel primo pomeriggio - durante il pasto principale - si somministrerà ancora dell'acqua. Mischiando il cibo all'acqua obbligheremo i cani a bere, visto che il loro grande appetito non gli permette di separare l'acqua dal cibo.

Nei periodi di duro lavoro si rende necessario fare un secondo pasto serale per integrare ulteriormente le energie spese prima e per ridurre un po’ il volume del pasto del pomeriggio. Per un Siberian Husky di circa 22 kg dividiamo la razione in questo modo:

Inverno e periodo di lavoro

Mattino prima dell'allenamento: 50 gr di mangime ormai decomposto nell'acqua

Primo pomeriggio: 100 gr di mangime (30% proteine 20% grassi) + 100 gr di manzo + 100 gr di pollo

Sera (SOLO nel periodo più intenso e quando la temperatura difficilmente supera gli 0°) : 50 - 100 gr. di mangime completo e bilanciato

Estate

Per i cani adulti un solo pasto giornaliero di circa 150-200 gr. di un mangime tipo mantenimento, quindi con meno proteine e meno grassi; e a giorni alterni 100 gr. di carne di manzo.

Riteniamo che non sia necessario alcuna integrazione di vitamine o altro perché i mangimi che si trovano in commercio sono veramente completi e affidabili purché non si tratti di soggetti con particolari carenze accertate dal veterinario. Le forti escursioni termiche - che ritroviamo sempre più frequentemente in un paese dal clima temperato come il nostro - incidono molto non solo sul piano dell'alimentazione, ma anche sul programma di allenamento, infatti i musher italiani hanno un riposo forzato di molti mesi a causa delle alte temperature e dell'alto tasso di umidità dell'aria. Dall’esperienza personale si deduce che cercare di allenare i cani quando le temperature superano gli 11-12 gradi non è una buona cosa perché rischiamo di "strinare" i nostri cani e cioè di smorzare quell'entusiasmo che hanno di correre e tirare la slitta.

Le chiavi del successo

In questi ultimi tempi assistiamo a gare dove cronometri fanno registrare a volte differenze di alcuni decimi di secondo per i primi tre o quattro team. La chiave del successo è, quindi, di riuscire a convincere i cani a correre sempre al limite delle loro possibilità senza mai chiedere però quello che non ti possono dare.

Solo chi conosce ogni centimetro quadrato del corpo e della mente di ogni suo esemplare arriva vincente. Spesso si vedono arrivare team con tempi veramente ottimi e i cani che li compongono sono incredibilmente pimpanti e felici.

Questa loro felicità è proprio la prova che per loro non è stata una fatica, bensì un divertimento. Al contrario, e per fortuna molto raramente, si vedono certi musher che arrivano fuori tempo massimo, senza voce per gli inutili incitamenti, e con cani stanchi e provati. Non è possibile avere animali in forma dal primo gennaio al 31 marzo, quindi dobbiamo porci come scopo principale un periodo di circa una ventina di giorni per avere il picco massimo della forma. Ad esempio, se ci poniamo come obbiettivo i campionati internazionali che si svolgono normalmente alla metà di febbraio, le nostre fatiche devono iniziare con i primi giorni di ottobre.
. Lo scopo principale dell'allenamento con il carrello, è quello di costruire e irrobustire la muscolatura. Un carrello o una moto a 4 ruote di circa 150 kg bastano per un team di 6 cani e ciò permette al musher di fermarsi ogni volta per operare sui cani senza rischi. Naturalmente il peso del veicolo varia se i terreni che abbiamo a disposizione sono montuosi e fangosi. In questi casi bisogna valutare caso per caso il veicolo più idoneo. Due uscite alla settimana di 3-4 km dovrebbero bastare per ottenere un allenamento ottimale. Il lavoro più duro e più organizzato inizia dopo otto o dieci uscite di allenamento. A questo punto possiamo aumentare le uscite a tre volte la settimana. I cani devono sempre tirare, e se alleniamo su terreni gelati o molto scorrevoli possiamo trainare alcune catene attaccate dietro al carrello per ottenere la resistenza voluta e correre a una velocità più moderata e con le linee sempre bene in tiro. Personalmente lascio trottare i cani quando vogliono perché in questa fase dell'allenamento la velocità non è ancora di nostro interesse principale. In questo periodo è più utile fissare alcune cose nella mente dei nostri amici a quattro zampe. Innanzitutto è bene che imparino la concentrazione sul lavoro: devono capire che le coccole, i giochi e le varie distrazioni non trovano posto durante l'allenamento. Solo in seguito potremo fare i primi tentativi di accelerazione o rallentamento su nostro comando.

E’ meglio parlare pochissimo e a bassa voce in modo che i quattrozampe siano più attenti a ogni cosa che si dice e se si alza il tono della voce significa che qualcosa in quel momento non funziona come dovrebbe.

Le difficoltà maggiori le troviamo in dicembre quando le uscite diventano ancor più frequenti: quattro o cinque la settimana. Importanti sono i giorni di allenamento, importanti sono quelli di riposo. E’ bene anche tenere presente che l’equilibrio tra lavoro e riposo consente a ogni cane di essere sempre ben motivato. Per ottenere che l’organismo dell’animale faccia notevoli progressi, è anche utile alternare le uscite in questo modo: due allenamenti - un riposo; tre allenamenti - un riposo e così via. Il secondo e il terzo giorno si accorcia un po' la distanza del percorso o si riduce il tempo di lavoro. E' meglio avere sempre due o tre percorsi diversi a disposizione per rinnovare lo stimolo alla corsa. Se alleniamo sempre sul solito percorso ci renderemo ben presto conto che i cani si annoiano e i progressi sperati tarderanno ad arrivare.

E' molto rischioso anche fermare i cani e tornare indietro sullo stesso percorso perché se durante una gara dobbiamo fermarci per operare sulla linea di traino è facile ritrovarsi con il team che decide di intraprendere il percorso a ritroso, è quindi preferibile cercare dei percorsi di allenamento ad anello e mai strade chiuse con inevitabile inversione a U. Alla fine del mese di dicembre cerchiamo di acquistare forma e velocità. E' sicuramente questo il periodo che si pretende di più dai cani, ma è anche un tempo di cambiamento: cominciamo ad alleggerire il peso del veicolo che automaticamente dovrebbe darci una buona velocità di base. I primi tempi i cani arriveranno ansimanti, ma contenti di questa nuova situazione. Questa parte finale dell'allenamento è la più delicata di tutta la stagione e sta a noi non sciupare in breve tempo il lavoro di mesi. In questo periodo si nota anche la differenza tra un esemplare geneticamente superdotato e uno di media levatura. A volte si rende necessario fare dei piccoli passi indietro sul programma di allenamento per assicurarci che tutti i cani che compongono il team siano in una condizione mentale e fisica più uniforme possibile. Quando questi "scatti" saranno così frequenti da completare gli otto o dieci km che ci eravamo prefissati, con un veloce galoppo costante rafforzeremo la motivazione dell’animale all'arrivo con parole gentili e con alcuni appetitosi bocconcini precedentemente preparati.

Durante il periodo delle gare, che normalmente si disputano nel fine settimana, è utile continuare ad allenare il nostro team almeno due volte alla settimana, per esempio il martedì ed il mercoledì; se dobbiamo affrontare gare molto dure con trasferte lunghe e stressanti, accorciamo un po' il percorso di allenamento, ma non il numero di uscite. I nostri cani devono avere sempre la tenacia di ripartire ma noi dobbiamo assicurarci che il loro corpo e la loro mente non vengano appannati da un'eccessiva mole di lavoro. Solo alla fine di febbraio, quando l’olfatto dei nostri amici a quattro zampe annuserà il primo timido accenno di cambiamento di stagione, sarà bene diminuire proporzionatamente quel “lavoro-gioco” che ci ha accompagnato durante un inverno di sicuro successo.

E buono sleddog a tutti

Autore: Dognet.it

 

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