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   Venerdi, 19 Aprile 2019
Sport

Pulka, uno sport da provare

Si tratta di un'antica disciplina sportiva che prevede l'interazione di uomo e cane per binomi perfetti. Da provare, insieme al dog trekking, in questi ultimi giorni di fine estate...

     

     In attesa di uno sport invernale come lo sleddog, ci sono tante altre cose che si possono fare con il proprio amico cane....

Le belle giornate di autunno portano ancora con sè la voglia di uscire e di fare sport... E vivendo all’aria aperta si è più propensi a correre con il proprio cane, vero e proprio compagno di avventure e di passeggiate all'insegma della salute. La maggior parte di voi si sarà cimentata almeno una volta in un’uscita in bicicletta. Anche se i risultati non sono stati quelli previsti l’emozione è sempre grande. La maggior parte delle manifestazioni a quattrozampe, quindi, sono per lo più incontri tra amici, organizzate per passare una bella domenica magari lungo il fiume sotto un sole caldo, liberando i cani e correndo a insieme a loro. Ma cosa è effettivamente il dog-trekking e di conseguenza cosa è e dove è nata la pulka, un'altra disciplina a quattrozampe che sta raccogliendo moltissimi adepti ? Cominciamo con dire che il dog-trekking è il fratello estivo dell’invernale pulka e sarebbe imperdonabile spiegare solo di una e non dell’altra.
E, anche se l’inverno non è ancora arrivato, e ci sembra ancora lontano, inizieremo a parlare della pulka, uno sport che vanta antiche origini.

UN PO’ DI STORIA
La Pulka, di origine scandinava, è in pratica uno slittino utilizzato dai cacciatori per il trasporto delle pelli e dell’attrezzatura per la caccia. Il cacciatore scandinavo veloce e silenzioso con i suoi sci, lasciava al cane o ai cani il trasporto dei fucili e delle trappole, e al ritorno anche le pelli degli animali cacciati aumentavano il peso di traino. Tale pratica divenne nei lunghi inverni come per la slitta, prova di velocità diventando una ‘soluzione astuta” per i percorsi di gara. Inoltre la pulka è un’ ottima alternativa per le lunghe passeggiate nei territori nordici. Dalla Scandinavia, questa pratica sportiva si è estesa in Norvegia e in Finlandia. Soprattutto in Norvegia la pulka ha avuto uno sviluppo considerevoleper merito delle molte federazioni presenti e attive. Già nel 1992 vi fu una rappresentanza di questo sport in seno ai giochi olimpici. In effetti tale attività sportiva viene considerata ed affrontata con lo stesso spirito dello sci da fondo, e come accennava Daniel Metz (uno dei migliori rappresentanti francesi) in Ski de Found Magazine negli anni ‘87 ’88 “…Gli Scandinavi considerano dunque la pulka come una specialità dello sci da fondo e le gare si svolgono in questo spirito. In effetti si ritrovano gli regolamenti e, in particolare, dei percorsi 1/3 in salita, 1/3 in piano . !/3 in discesa con dei campionati di 15 e 30 km corsi in una sola manche. Esistono anche delle corse su lunghe distanze con partenza allineata, come la SEPPALA LOPET che presenta diverse centinaia di pulke…”.

POCHI ATLETI CON TANTA PASSIONE
La pulka a tutt’oggi, è a tutti gli effetti una specialità che viene praticata da pochissimi atleti. Soprattutto in Italia la rappresentanza maschile si riduce ad un massimo di cinque “pulkisti”, dove nomi come Calvillo e Mangiagalli sono ormai negli annali di tale pratica, mentre la rappresentanza femminile si riduce ad uno zero assoluto.
Sicuramente in confronto alla slitta può apparire meno emozionante e spettacolare, ma è effettivamente questo il problema? Forse la pulka non viene pubblicizzata,ed è proprio questo lo scopo di Dog in questi mesi. farvela conoscere e apprezzare.
La pulka più che la slitta unisce natura uomo e cane, ma in se ha tutte le caratteristiche di fatica e soddisfazione del fondo.
Per avvicinarsi alla specialità pulka si deve innanzi tutto essere un discreto fondista. Non è necessario essere un atleto provetto, è più che sufficiente saper utilizzare gli sci da fondo ed aver affrontato qualche percorso sufficientemente tecnico. Oltre agli sci, ovviamente bisogna avere un ottimo rapporto con il proprio cane nordico, ed in fine uno slittino sul quale poter applicare dei pesi.
Le prime uscite potranno scoraggiare, ma la tenacia e la forza di volontà sono caratteristica predominante del “pulkista”.
I materiali impiegati dagli scandinavi nella costruzione di una pulka erano legno e catrame: l’armatura in legno di betulla massiccia, il fondo e i lati venivano impiallacciati con lo stesso legno. Il tutto, infine, impregnato di puro catrame di legno, diventando così imputrescibile e indistruttibile.
Attualmente sono in vendita pulke in fibra di vetro, disegnate e costruite per essere più aerodinamiche e veloci lungo le piste di gara.
Lo scopo del cane e trainare lo slittino (pulka) e non l’uomo, mentre lo scopo del musher pulkista è di seguire pulka e cane ad adeguata distanza legato alla pulka. In gara solo lungo le discese l’uomo può superare il cane in qualsiasi altro tratto vi è squalifica.

L’ATTREZZATURA DELLA PULKA
E IL DOG TREKKING
L’attrezzatura necessaria per l’utilizzazione della pulka è davvero minima: una cintura alta, quelle da roccia vanno benissimo; una corda (meglio utilizzare corde da barca) che lega lo sciatore alla pulka; un’antenna di scorrimento della corda, applicata alla pulka; lo slittino con la possibilità di in inserirci il peso; stanga ad arco dove legare il cane; imbragatura da pulka per il cane in modo da far distribuire lo sforzo su tutto il corpo e non solo sul collo o sulle spalle dell’animale.
Per le lunghe passeggiate invernali quidni è nata la Pulka, per quelle estive c’è il suo “alter ego” il dog trekking.
Proprio per la sua semplicità, il dog-trekking viene praticato da chiunque abbia un cane e abbia voglia di fare un po’ di sport. Molti musher per allenare i propri team utilizzano corde doppie con cui agganciare due cani alla volta, affrontando percorsi medio lunghi a piedi o in bicicletta. E’ bastato davvero poco per dare un nome all’uscita dell’uomo con il cane legato che gli corre davanti. Cosa serve e dove si può praticare il dog-trekking? Basta amare immensamente il proprio cagnolone, e poi serve un buon guinzaglio, o una corda robusta non troppo lunga (sconsigliati i guinzagli allungabili), una cintura possibilmente alta e una buona imbragatura (pettorina) per il cane (è davvero pietoso vedere costretti dei poveri cani tirare legati al collare); infine occorre un bel percorso erboso, una stradina di campagna, il parchetto della città… ogni luogo è adatto per correre, sempre con la dovuta attenzione verso gli altri e verso il proprio amico cane.






Autore: Dognet

 

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